Sign in / Join

Zanzare, scoperto perchè pungono alcuni ed altri no

Anche in questa torrida estate facciamo del nostro meglio per tenere lontano le zanzare, dagli spray repellenti sulla nostra pelle agli zampironi, dalle zanzariere alle finestre alle candele alla citronella, ma secondo lo studio “Mosquitoes Use Vision to Associate Odor Plumes with Thermal Targets”, pubblicato da un team di biologi del California Institute of Technology (Caltech) e dell’università di Washington su Current Biology, tutto questo tiene a bada le zanzare solo per un po’, perché questi fastidiosi insetti si sono evoluti per utilizzare tre metodi di “caccia”: visivo, olfattivo e termico per trovare i loro bersagli animali e umani.

Il meccanismo è sostanzialmente questo: già da una distanza di 50 metri una zanzara è in grado di individuare una traccia di anidride carbonica rilasciata dalla preda (ad esempio: l’aria espirata da un essere umano); l’insetto comincia a seguire la traccia fino a che, raggiunta una distanza di 10 metri, è in grado di concentrarsi attivamente sugli stimoli visivi; una volta che la distanza tra zanzara e bersaglio è inferiore a 1 metro entra in gioco la componente termica, la zanzara è in grado di captare la temperatura della pelle e di coordinarsi di conseguenza per l’atterraggio. Combinando queste tre componenti, l’insetto riuscirebbe dunque non solo a individuare una potenziale preda, ma anche a capire di che animale si tratti e di valutare un eventuale attacco.
Quello che dallo studio non si evince, tuttavia, è perché le zanzare sembrino preferire alcuni bersagli ad altri. Ci sono persone che, a prescindere dalla quantità di lozioni che si spalmano addosso, nelle mattine d’estate si risvegliano coperte di punture, ce ne sono altre che invece sembrano immuni. Perché? La cosa più probabile è che questo abbia a che fare con i geni.

Lo scorso aprile, uno studio pilota condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha osservato un significativo grado di correlazione tra la predisposizione alle punture di zanzare e il corredo genetico di un individuo. I ricercatori hanno selezionato 19 coppie di gemelli omozigoti (identici) e 18 coppie di gemelli eterozigoti (non identici), e hanno esposto ogni volontario ad esemplari di Aedes aegypti (anche nota come Zanzara della febbre). Nell’esperimento veniva utilizzato uno strumento costituito da due tubi paralleli collegati a un serbatoio dove venivano introdotte le zanzare, ogni gemello posizionava il dorso della mano in corrispondenza di una delle due estremità, dopodiché le zanzare venivano liberate. I risultati dimostravano che mentre i gemelli omozigoti presentavano un numero di punture pressoché identico, in quelli eterozigoti si registrava una differente vulnerabilità.

Ancora non è dato sapere perché alcune persone siano più predisposte di altre ad essere punte. Fino a poco tempo fa l’ipotesi più diffusa era che gli individui “immuni” producano componenti olfattive che fungono come una sorta di repellente naturale. Ma poiché, come spiegato sopra, il sistema utilizzato dalle zanzare si serve anche di componenti termiche e visive, la questione potrebbe essere molto più complessa.

Se non altro, ora abbiamo qualche elemento in più per capire perché a volte espedienti olfattivi come gli spray, gli zampironi e le candele di citronella si rivelano inefficaci. La brutta notizia è che, da questo punto di vista, la situazione è destinata a peggiorare. È stato dimostrato come il diffuso utilizzo di pesticidi e rimedi anti-zanzare, faccia sì che questi insetti siano soggetti a una forte pressione selettiva; il che significa che le diverse specie di zanzare si stanno adattando ai repellenti utilizzati per allontanarle. In parole povere, ogni volta che ti cospargi di spray anti-zanzare, ogni volta che accendi uno zampirone, stai alimentando la pressione selettiva sopra citata; in un certo senso, paradossalmente, stai aiutando le zanzare a diventare più resistenti