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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Welfare a 5 stelle: 1700 euro a famiglia, 800 euro a single, orari di lavori ridotti. Tutte le misure

Luigi Di Maio l’ha promesso e adesso i cittadini italiani disoccupati sperano che gli sia data la possibilità di mantenere la promessa sul reddito di cittadinanza. Sicuramente tale proposta è stata uno dei fattori che ha contribuito al successo per il Movimento 5 stelle di questa tornata elettorale e quindi Di Maio, nel caso diventasse leader, non potrebbe proprio disilludere i suoi elettori, a rischio la credibilità dell’intero partito. Eppure contro il reddito di cittadinanza sono aumentate le voci contrarie sia da destra che da sinistra. Da molti tale reddito, infatti, è stato visto come una misura per avvantaggiare gli sfaticati del Sud, che così riceverebbero un assegno dallo stato pur non facendo nulla. “Una idea profondamente sbagliata” ha invece assicurato Di Maio supportato anche dal suo “ministro ombra”, Pasquale Tridico, docente all’Università Roma 3 e designato dal leader dei 5 stelle come futuro ministro del welfare.

Il programma del Movimento 5 stelle per il welfare: reddito di cittadinanza, salario minimo garantito e riduzione orario di lavoro

Innanzitutto Di Maio, a supporto del reddito, ha previsto un finanziamento per oltre 2 miliardi di euro per riformare i centri per l’impiego in modo tale che siano gli unici interlocutori tra le aziende e i lavoratori. Il reddito di cittadinanza che ammonta a 812 euro al mese per un single disoccupato, e che sale a 1.706 euro al mese per una coppia con due figli minori, sarà infatti soggetto a specifiche limitazioni. In primis i soggetti che ne beneficiano si dovranno impegnare nella ricerca quotidiana del lavoro per almeno 2 ore giornaliere. Inoltre devono offrire allo Stato un impegno pari a 8 ore lavorative settimanali in attività socialmente utili.

L’obiettivo è quello di formare le persone al lavoro in un tempo massimo di un anno terminato il quale potranno essere inserite con agevolazioni e incentivi nelle aziende. In questo senso il reddito di cittadinanza è visto più come una sorta di autofinanziamento finalizzato alla formazione, insomma come una forma di investimento su se stessi. Quindi non a persone che non lavorano, bensì a chi un lavoro lo cerca davvero, infatti il reddito andrà a diminuire col passare degli anni se il soggetto richiedente non trova occupazione. Inoltre l’assegno viene totalmente abolito nel caso in cui il beneficiario rifiuti fino a tre lavori proposti dal centro per l’impiego a cui deve obbligatoriamente iscriversi.

Oltre al reddito di cittadinanza, è previsto dal programma 5 stelle anche il “reddito minimo garantito condizionato alla povertà”, per esempio per i pensionati che prendono un assegno mensile di 400 euro. In questo caso verrà innalzato a 800 euro procapite. La riduzione dell’orario di lavoro che deve avvenire in maniera progressiva in parallelo alla riduzione della disoccupazione. E l’imposizione di un salario minimo che non deve essere inferiore alla soglia di povertà di 817 euro.