Volla. Il Progetto 'Futurama', la zona 'F' e il socio riciclatore

di Arnaldo Capezzuto

 

Mentre a Volla si scaldano i motori in vista della fiaccolata del prossimo 8 giugno contro la speculazione edilizia e nel frattempo prosegue il lavoro della Procura di Nola e della Procura di Napoli - sezione Direzione Distrettuale Antimafia-, ecco spuntare all'ombra del Vesuvio, una storia singolare.

In piena zona 'F' del PRG ovvero quelle zone destinate alla realizzazione di attrezzature di interesse pubblico, quali scuole, palestre asili nido, centri sociali, ambulatori, piazze e spazi di fruizione pubblica, è sorto il 'Pogetto Futurama'.

"E' nato dalla follia della mia mente, l'idea di voler creare un transatlantico per poter portare a bordo tante persone, tante attività" spiega l'inventore della creatura, l'architetto Vincenzo Viscovo, già consigliere comunale e amico personale del parlamentare piddino e triestino Ettore Rosato, che spiega con emozione cosa sia il 'Progetto Futurama'.

Al taglio del nastro - dicembre di 5 anni fa - c'è l'europarlamentare Andrea Cozzolino, l'allora sindaco Angelo Guadagno, il giornalista pubblicista Mimmo Falco, attuale presidente del Corecom, e Lello Viscardi, direttore sportivo del progetto.

Il 'progetto Futurama' non si è fermato, anzi. Trascorre il tempo e piano piano si espande, cresce, s'ingrandisce. La piscina ora coperta, strutture, palestre, campi, un albergo, una rosticceria - Mister Pollo -, bar e altre attività.

Via San Giorgio è una strada ormai 'dedicata' dove ospita -in esclusiva - il mega insediamento con annesso già parcheggio pubblico ora privato targato Vincenzo Viscovo e sotto lo sguardo 'diciamo' attento dei vigili urbani dirimpettai.

Per la verità se proprio si vuole spaccare il capello in quattro a dire il vero di pubblico e di fruizione di servizi, c'è ben poco in via San Giorgio.

Eppure consultando il piano regolatore generale quella è una zona 'F', lì come altrove doveva essere destinata alla realizzazione di strutture pubbliche.

La storia è sempre la stessa, purtroppo. Queste aree, con decisioni alquanto strane e singolari, in almeno tre diverse sindacature, hanno visto i vari Consigli comunali autorizzare deroghe, innumerevoli permessi e progressivi cambi di destinazione d'uso.

Da queste parti non è una novità, anzi è una consolidata tradizione amministrativa, infatti, ci sono indagini in corso.

Il 'progetto Futurama' come ricorda lo stesso Viscovo è involucro con un significato e un significante di cui l'architetto ha curato come ribadisce "personalmente tutto, sia nella progettazione, sia nella direzione dei lavori, sia nell'acquisto dei materiali".

Ma l'architetto Viscovo, già consigliere comunale, in quest'avvincente avventura non è solo. A condividere il 'Progetto Futurama', si sono alternati nel tempo al timone di comando del 'suo' transatlantico tanti soci.

Sicuramente quello più importante e determinante per far salpare l'imbarcazione nel mare del sogno è stato in assoluto, Renato Smimmo.

E' lo stesso Viscovo che ne parla a più riprese con considerazione e affetto: "Sono stato coadiuvato dal mio socio Renato Smimmo - sottolinea - dove ha curato tutta la parte amministrativa con grande capacità, esemplarità, e con grandissima onestà. Insieme siamo riusciti a portare avanti questo grande risultato".

E, si c'è poco da dire Renato Smimmo è uno sveglio, capace amministrativamente, insomma, si sa muovere.

Può accadere però che muovendosi, muovendosi s'inciampa. Le indagini sono in corso, certo è stato temporaneamente privato della sua libertà ma siamo in un Paese democratico e fino a sentenza passata ingiudicato si è sempre innocenti.

Diciamo così che a differenza di Viscovo, sull'onestà del socio Smimmo c'è qualcuno che prudenzialmente sospende il giudizio.

Ecco i fatti. Accade a inizio gennaio che il Nucleo di polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle coordinata dalla Procura di Trieste indaga su un giro di denaro sporco.

Tutto ruota attorno alla Depositi Costieri Trieste spa, l'azienda specializzata nello stoccaggio di prodotti petroliferi e gravata da un debito con l'erario di oltre 30 milioni di euro per accise non pagate dai clienti.

L'impresa, nel frattempo commissariata, a metà dell'anno scorso era stata ceduta alla Life srl dall'allora amministratore Franco Napp per 4,5 milioni di euro.

L'amministratore aveva accettato l'offerta da parte di tre campani tra loro c'è anche Renato Smimmo.

Gli accertamenti degli investigatori sono partiti da un interrogativo: perché comprare una realtà sull'orlo del crack a una cifra milionaria?

Il marcio è venuto a galla dall'esame sui dati di bilancio: i soldi usati dai tre campani erano a "costo zero".

Arrivavano cioè da un'enorme macchina del riciclaggio, frutto di un giro di false fatturazioni pari a 160 milioni di euro ed evasioni di Iva per 35 milioni.

Il denaro era stato messo a disposizione della Life da una società controllata, la Petrolifera Italiana srl, con a capo anche Smimmo.

Secondo gli inquirenti la srl sfornava pagamenti fittizi. Investire nel settore dei carburanti, alterando la concorrenza con proventi di origine illecita, avrebbe fruttato nel tempo palate di quattrini con cui oliare ulteriormente il meccanismo.

Le indagine continuano e si concentrano proprio sulla figura di Smimmo. Pare che il suo nome compare in vecchie inchieste sulla criminalità organizzata.

Smimmo sarebbe stato condannato per il reato di associazione di stampo mafioso nel 2004 con una sentenza della Corte di Appello di Napoli per fatti avvenuti a fine anni Novanta.

Gli inquirenti ritengono che l’uomo in passato appartenesse al clan Veneruso, tradizionalmente operante nel territorio di Volla e legato alla cosca Mollo di Casalnuovo.

Scenario inquietante, spaccato interessante e collegato non casualmente alla spregiudicata colata di cemento di Volla.

La domanda resta sempre la stessa: Chi c'è dietro la compulsiva edificazione legale ma illegale nel piccolo comune vesuviano?

C'è un impasto d'interessi, collusioni, connivenze dove costruttori, prenditori, camorristi, politici e burocrati per anni hanno camminato a braccetto. Affari costruiti all'ombra di altri affari. Lavatrici in funzione 24 ore su 24 per ripulire denaro, investire, spostare flussi economici provento di altro.

Un format che per la verità è in voga anche in altri comuni della provincia di Napoli.

E ritornando al 'Progetto Futurama' in che modo l'Ufficio Tecnico comunale - settore IV - ha autorizzato il grande 'transatlantico ? E' noto come ai piani alti del Comune negli anni con l'abilità di artigiani intarsiatori, i vari funzionari che si sono succeduti hanno cesellata normative, regolamenti, leggi regionali, commi, codicilli e sentenze del Tar per soddisfare le pressanti richieste dei 'signorotti del mattone selvaggio'.

L'ultimissimo parere legale richiesto dal Comune - gestione commissariale - ha sancito nero su bianco come per tutti i fabbricati sorti nella zona 'F' del PGR a Volla - difformi dai principi sostenuti dal parere legale di legittimità - non potevano essere edificati.

Argomenti che neppure entrano nell'agenda elettorale. I candidati sindaci e liste civiche annesse parlano di tutt'altro.

Se solo si evoca la parola 'colata di cemento', 'riciclaggio', 'clan,' e 'camorra', si girano dall'altra parte. Appunto

Allora, come la mettiamo?

 

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