Vladimir Luxuria: "Salvini non è come Bolsonaro. Contro i gay non farà nulla, non gli conviene. Ecco perché"

Vladimir Luxuria: "Salvini contro i Gay non farà nulla, non gli conviene. Ecco perchè"

di Pietro Di Marco 

"Il coraggio non mi manca, se mi dovessero invitare in Brasile per protestare contro le scelte di Bolsonaro ci andrei". A parlare per il24.it è l'ex deputato Vladimir Luxuria sulla repressione in Brasile della comunità Lgbt

Il neopresidente ha passato la gestione dei territori dove vivono un milione di indigeni al ministro dell'Agricoltura e abolito il dipartimento della Diversità, ha inoltre detto che le "donne devono restare a casa ad accudire i figli":  iniziative che hanno messo in allarme il fronte degli ambientalisti e dei difensori dei diritti civili degli indigeni, nonché le minoranze sessuali.

Perché secondo lei una decisione così forte e tra le prime del neo governo Bolsonaro in Brasile?

L'esigenza in Brasile è quella di dimostrare un cambiamento radicale. Come si fa? con la propaganda. Non si vuole che si parli di identità di genere e omossessualità nelle scuole. E' uno dei primi provvedimenti che ha promesso di adottare, ma sicuramente, fatto con giusti mezzi e discorsi è un grande antidoto contro il bullismo omofobo.

Tra l'altro in Brasile c'è un alto numero di aggressioni sui gay.

In Brasile bisognava fare di più per guarire questa piaga, invece Bolsonaro voleva dimostrare che il vento fosse cambiato.

La destra in generale usa questi strumenti da sempre. Ma sempre in maniera propagantistica.

In che senso? 

Ci faccia caso, Salvini non parla più di abolire le unioni civili o di adozioni. Non conviene più fare una battaglia. Si saranno accorti che poi era tutto sbagliato.

Secondo lei quindi il rischio di una "soppressione dei diritti" gay è scongiurato?

In Italia non toccheranno questa legge. Non gli porterebbe consenso. Il nemico numero uno delle famiglie è la mancanza del lavoro, non l'omosessualià. Quello che non faranno è andare avanti su una legge contro l'omofobia.

Non manderanno avanti alcuna campagna contro atti di bullismo che sono ancora molto gravi

Nel 2014 lei andò a Sochi, in Russia, per una protesta pro gay. E fu anche arrestata. Ci andrebbe in Brasile, ora, per lo stesso motivo?

Se vengo invitata non lo escludo. Sono stata in Turchia nel 2007 da Europarlamentare perché la comunità Trans era sotto attacco. Ho parlato con l'ambasciata. Ma avevo un po' di protezione. Ora sono un normale cittadino. Se si dovesse organizzare, il coraggio non mi manca.