Vittoria di Pirro, il M5S esulta per niente. Tav si fanno i bandi ma si rinviano

Grande entusiamo nel Movimento 5 Stelle per l'avvio-rinvio dei bandi della Tav. Secondo Luigi Di Maio questo braccio di ferro vinto sarebbe la prova che i pentastellati non sono succubi della LEga di Matteo Salvini.

Insomma, una bella e salutare vittoria di Pirro con i sondaggi che continuano a far sprofondare i grillini di oltre 10 punti.

Il premier Giuseppe Conte scrive una lettera a Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare l'opera, invitandola ad "asternersi da qualsiasi ulteriore attività" che possa "produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici" per l'Italia riguardo ai bandi di gara.

"Ridiscuteremo l'opera con la Francia e con la commissione Ue", assicura Conte, che pubblica la missiva sul suo profilo Facebook - ma ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati".

Ciò non significa bloccare l'iter d'avvio dei bandi. Infatti Telt - la società italo-francese incaricata di realizzare la Torino-Lione - scrive a Conte una lettera annunciando che domani, lunedì 11 marzo, partiranno gli inviti per i lotti in Francia.

Notizia del finto rinvio accolta da un importante statista del M5S con grande entusiasmo attraverso i social.

"Rinviati bandi Telt. Domani non partono. Felice sia prevalso il buon senso di tutti. Il governo va avanti con lealtà verso il contratto e verso gli italiani. #notav". Lo scrive su Twitter il sottosegretario all'Interno del M5s Carlo Sibilia noto per il suo grande talento e lungimiranza politica.

Intanto circola un sondaggio di Swg secondo cui la proposta leghista di mini-Tav incontrerebbe anche il favore dei Cinque stelle, che sul punto si spaccherebbero con il 35% di Sì e il 34% di No: un grattacapo per Di Maio.

Più in generale, secondo questa rilevazione, i Sì Tav sarebbero tra gli italiani il 58% (75% nella Lega, 21% nel M5s, dove c'è il 21% di No) mentre per il No sarebbe solo il 16%. Nel Nordovest, dove i Sì sarebbero al 66%, il 60% degli interpellati dice che la Tav va fatta anche se non conveniente.

Il M5S dopo aver dilapidato in meno di 12 mesi il consenso con una manifesta incapacità, improvvisazione e superficialità ora si aggrappa alla Tav per salvare la faccia e mostrare un certo celodurismo alla Lega che invece vola nei sondaggi e continua a portare a casa leggi e risultati importanti.

di Pier Paolo Milanese