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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Visco, debito è freno per crescita

"Gli squilibri quando si accumulano si finisce per pagarli tutti insieme, non possiamo dimenticare" che il debito è "un fattore di debolezza cruciale di freno e di vulnerabilità alla crescita". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al Festival Economia di Trento, sottolineando che "non c'è una ricetta magica" per ridurlo, ma è "un impegno faticoso" che va fatto "posta per posta, elemento per elemento" andando avanti anche con "la spending review che va fatta dal basso, chiedendosi cosa serve e non serve oggi".

Interpellato quindi su come i mercati possano reagire ad eventuali elezioni anticipate con una nuova legge elettorale proporzionale, Visco non si è sbilanciato, ma ha comunque lanciato il suo avvertimento. "Non è neanche chiaro il sistema che in questo momento si sta proponendo. Non è il mio mestiere. La mia risposta - ha puntualizzato - è da cittadino, non da analista, né sono sicuro di sapere come possano rispondere i mercati. Credo che i mercati rispondano all'incertezza". Il governatore ha rilevato così che "credo che i mercati dicono: fate una riforma e mettetela in chiaro, per ora non la capiamo e sono nervosi". "Adesso le difficoltà più grosse - ha aggiunto a chi gli chiede se un sistema proporzionale possa portare instabilità - possono essere sul piano delle riforme", ricordando come "nell'esperienza storica" l'Italia con il proporzionale abbia sperimentato una economia in crescita.

TUTELA CONCORRENZA UE NON MINI STABILITA' In questo momento c'è un potere legittimo" della Commissione Ue "che viene esercitato sulla base della tutela della concorrenza" in ambito bancario, "ma bisogna dimostrare che la tutela della concorrenza passi per quello e che, se si esercita, non si metta a rischio la stabilità del sistema finanziario". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco intervenendo al Festival dell'Economia di Trento. Il governatore ha ricordato come proprio dalla Commissione Ue siano state bloccate sulla base della difesa della concorrenza e della norma sugli aiuti di stato l'operazione del Fitd con Tercas. "A chi faceva concorrenza Tercas?" si è chiesto il governatore, "E le quattro piccole banche? la nostra percezione è che si poteva usare il fondo interbancario" con una modalità che negli scorsi anni ha permesso di risolvere senza danni ai risparmiatori molte crisi finanziarie in Italia.

BAIL IN DOVEVA ESSERE GRADUALE Ripercorrendo le tappe fino al bail in Visco ha spiegato che "fino all'ultimo, quindi fino alla sera prima, la data" dell'entrata in vigore delle nuove norme che colpiscono anche i bond subordinati "era il 2018 non 2016" e ha ricordato che la Banca d'Italia aveva inviato alla commissione le sue perplessità chiedendo "gradualità" nell'applicazione delle norme consentendo alle banche "acquisire nelle loro passività strumenti ben identificati allo scopo". Elementi che poi non si sono verificati "nella fretta della discussione e difficoltà di arrivare a un accordo sulla parte importante dell'unione bancaria

Visco ha poi difeso le sue parole negli scorsi anni sul sistema bancario italiano 'solido'. "Fummo noi nel 2012 a disporre una serie di ispezioni e fare aumentare le rettifiche alle banche" ha detto e il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto del marzo 2013 sul paese (Article IV) definì il sistema italiano "straordinariamente resistente".