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Vicenda Diciotti, trasferta dei pm di Agrigento al Viminale. Sentiti dirigenti e funzionari del ministero

Di Arnaldo Capezzuto

Trasferta del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio a Roma presso il ministero dell'Interno. Nel mirino degli investigatori sono finiti i dirigenti e i funzionari del Viminale come persone informate che si sono occupati del caso, tra cui il prefetto capo dipartimento per le Libertà civili del ministero e il suo vice.

Gli inquirenti hanno sentito il livello dirigenziale del dicastero, vogliono capire i meccanismi della catena di comando che fa capo al ministro Matteo Salvini.

Comprendere come l'indirizzo politico è tradotto in direttive e circolari operative. Focus d'approfondimento è comprendere e avere contezza delle disposizioni impartite sulla vicenda della nave della Guardia Costiera 'Diciotti' che per volontà di Salvini è bloccata da 5 giorni presso lo scalo del porto di Catania. C'è stato un abuso? Si è usciti fuori l'alveo, i confini, i paletti della legge?

Ecco il cuore dell'inchiesta della Procura di Agrigento e dei magistrati. Le ipotesi di reato sono pesanti: sequestro di persona e arresto illegale. Ipotesi di reato che, ha avvertito da subito la procura, potrebbero essere modificate in base a valutazioni normative ancora in evoluzione, vista la complessità del caso.

La Procura potrebbe contestare anche l'abuso d'uffico o il sequestro di persona a scopo di coazione, introdotto a marzo nel codice penale. L'inchiesta è finalizzata ad accertare se sia legittima o meno la privazione della libertà personale dei profughi in assenza di provvedimenti della magistratura. Se, come ipotizza la Procura, è stato commesso un reato, i magistrati dovranno individuare i responsabili della violazione risalendo nella catena di comando a chi ha impedito lo sbarco.

Nonostante l'azione di un potere distinto dello Stato quello giudiziario e la sua indipendenza il vicepremier e ministro Matteo Salvini con tono id sfida rilancia “Interrogasse me, non andasse a chiedere lumi a dei funzionari, che svolgono delle direttive che il responsabile dà, cioè io”. E poi “Se questo magistrato vuole capire qualcosa - ha continuato riferendosi alla missione del procuratore Patronaggio - deve evitare i passaggi intermedi. Visto che c'è questo presunto sequestratore, che per qualcuno sarei io, sono disponibile a farmi interrogare immediatamente”.

Il capo del Viminale si è detto pronto ad avviare verifiche per individuare i “veri” profughi, prima ancora di far sbarcare le persone sul territorio italiano. “Sto valutando di introdurre procedure di identificazione e riconoscimento dei migranti, per capire se sono profughi o meno, prima ancora che sbarchino”.