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Veltroni spinge per il listone unico della sinistra

"La prima cosa che la sinistra deve mettere in campo è la parola Europa. Una parola che le nuove generazioni considerano naturale. Se a maggio dovesse prevalere un fronte sovranista e nazionalista, l'Europa finirà. Finirà l'euro. Dazi e muri, Europa divisa e fastidio per ogni diversità". E' l'allarmata previsione che Walter Veltroni lancia in un'intervista al 'Corriere della Sera', nella quale disegna un preoccupato scenario nel caso di vittoria di un fronte sovranista alle europee. Lo scudo al dilagare delle idee anti-europeiste è fare fronte comune, da Macron alla sinistra. "Se è una lista europeista aperta, guidata da personalità indipendenti e autonome, che raccolga insieme con il Pd tante energie della società, la mia risposta è sì. I capilista non devono essere divisi tra le correnti del Pd, ma scelti nel meglio della società italiana. A Strasburgo andavano Bruno Trentin, Giorgio Napolitano, Elena Paciotti, Giorgio Ruffolo, e qualche anno prima Alberto Moravia e Altiero Spinelli. Apriamo porte e finestre; la gente verrà. La domanda di politica e di sinistra c'è. È l'offerta che manca». Veltroni pensa a una "lista che assomigli a come immaginavo il Partito democratico: un luogo cui persone, associazioni, movimenti, gruppi potevano aderire, restando se stessi. Le primarie dovevano servire a sintetizzare tutto questo. Poi il Pd è stato prosciugato e occupato dalle correnti; e il meccanismo delle primarie ne ha sofferto".

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