Vaticano. Fastidio dei porporati per la presenza del cardinale Sepe nella Congregazione della Fede. Pesa il caso di Diego Esposito

Da Napoli soffia un vento che giunge fino ai piani alti del Vaticano. Uno spiffero che fa accapponare la pelle a parte della gererachia della chiesa impegnata con Papa Francesco in una lotta senza se e senza ma alla pedofilia.

La clamorosa 'cacciata' di McCarrick, l'ex cardinale di Washington, colpevole di abusi su un minore e di molestie a seminaristi, è stata firmata da Papa Bergoglio su decisione della Congregazione della Fede composto da una giunta ristretta di 20 cardinali.

Tra loro c'è anche l'arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe. Il cardiale è tra i membri della sessione ordinariache è stata chiamata a pronunciarsi la scorsa settimana sugli abusi dell'aex arcivescovo McCarrick .

Pare che non tutti i porporati abbiano apprezzato la presenza dell'ex capo di Propagande Fide. L'alto prelato partenopeo – scaduto per ragioni anagrafiche ma ancora saldamente in sella a Palazzo di Largo Donnaregina grazie ad una proroga a personam - è alla prese con un clamoroso caso di pedofilia risalente a metà degli anni Novanta e trattato con superficialità.

Tanto è vero che il caso  fu tirato fuori dal cassetto della scrivania della Curia grazie e solo all'intervento diretto di Papa sollecitato dalla vittima.

I fatti avvennerò a metà degli anni Novanta, la vittima Diego Esposito (nome di fantasia) sarebbe stato abusato da don Silverio Mura, parroco di una chiesa di Ponticelli, quartiere di Napoli.

A fine gennaio scorso è cominciato davanti al giudice Rossella Tammaro della quarta sezione penale del tribunale di Napoli la prima udienza della causa che vede imputato il cancelliere arcivescovile della Curia partenopea padre Luigi Ortaglio.

Diego Esposito, ha presentato querela perché le norme sulla privacy vietano la diffusione di dati sensibili. La Curia infatti in alcuni comunicati svelò il nome e il cognome vero della vittima.

Lo stesso Esposito ha presentato una richiesta di risarcimento danni nei confronti di Mura, di Sepe, dell’Arcidiocesi di Napoli, del vescovo Lucio Lemmo e del ministero dell’Istruzione.

Una faccenda che fa molto discutere anche perchè media nazionali come Chi l'ha visto e le Iene hanno effettuato numerosi servizi giornalisti che hanno avuto una grossa risonanza.

Alcuni cardinali - insomma - della Congregazione della Fede hanno mal visto la presenza di Sepe, sicuramente sulla vicenda di Diego Esposito, l'arcivescovo ha agito con negligenza.

Il caso di Don Mura è approdato e sottoposto ad un processo canonico in corso presso la diocesi di Milano. Negli anni passati la Curia di Napoli aveva trasferito il prete orco, in un paese in provincia di Pavia, dove sotto falso nome insegnava addirittura ai bambini.

di Arnaldo Capezzuto

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