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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

UN MESE DI PROPAGANDA. SENZA RISPETTO PER LE 43 VITTIME

 

(PANA)

Trenta giorni con dirette Facebook, selfie, annunci e gaffe. Dopo un mese dal crollo del ponte Morandi, il governo pentaleghista mostra, sulla prima vera emergenza del Paese, tutta la sua fragilità e debolezza politica. Al netto della propaganda, i Cinque stelle di governo (con l’appoggio della Lega) non hanno portato a casa alcun risultato. Anzi, i litigi con il governatore della Liguria Giovanni Toti stanno peggiorando la situazione. Dopo trenta giorni non c’è un commissario, non c’è traccia di un piano per la ricostruzione del ponte. Ma solo tanta propaganda.

LA NAZIONALIZZAZIONE. Primo capitolo: lo scontro con Autostrade. Il M5s ha annunciato la nazionalizzazione di Autostrada, la Lega ha bocciato la scelta. Ad oggi il governo non ha adottato alcun provvedimento.

LA RICOSTRUZIONE: Sulla ricostruzione del Ponte, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, spalleggiato dal vicepremier Luigi di Maio, rischia di produrre la paralisi. Il governo Conte sulla ricostruzione rischia di creare un ingorgo burocratico senza precedenti. Dove a ricostruire il Ponte saranno Fincantieri, Italaferri con i soldi di Benetton.

CONTROLLI: Chi doveva controllare? Autostrade? I tecnici del Ministero? Toninelli litiga con Autostrade senza fornire prove certe sulle responsabilità. In compenso, però, il riccioluto Toninelli si è dilettato da Bruno Vespa con il famoso plastico. Facendo arrabbiare i familiari delle 43 vittime.