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UE 2019. Inizia la campagna elettorale: così Lega e 5s usano l'Europa per nascondere i loro guai

UE 2019. Inizia la campagna elettorale: così Lega e 5s usano l'Europa per nascondere i loro guai

I due partiti della compagine governativa gialloverde stanno chiaramente affilando le unghie per l'imminente tornata elettorale delle Europee 2019. L'obiettivo comune di Lega e Movimento 5 Stelle è trovare una casa politica di appartenenza nel consesso europeo per convincere il proprio elettorato che si potranno "spezzare le reni" a Bruxelles nell'ambito di una progettualità condivisa con altre forze politiche europee.

Di Maio corteggia i Gilet Jaune

In questo contesto si inserisce l'endorsement di Luigi Di Maio, tramite un post sul Blogdellestelle, verso l'eterogeneo movimento di protesta dei Gilet gialli francesi.

Gilet gialli, non mollate! Dall’Italia stiamo seguendo la vostra battaglia dal giorno in cui siete comparsi per la prima volta colorando di giallo le strade di Parigi e di altre città francesi.

Con queste parole l'enfant prodige di Pomigliano D'arco corteggia il movimento di protesta d'oltralpe, già oggetto di ammirazione anche da parte dell'estrema destra e dell'estrema sinistra italiana. Lo dimostrano i blitz di dicembre a Parigi da parte di esponenti sia di CasaPound, movimento dichiaratamente neo-fascista, che di Potere al Popolo, l'unico partito in Italia ad autodefinirsi, senza remore, comunista.


Peccato che in Italia, la "politica" siano loro - 5s e alleati - e da un pezzo ormai.

Anti-sistema, diventati il sistema

E' paradossale il fatto che un partito di governo, al potere in Italia, si schieri così apertamente con forze anti-governative di un altro stato sovrano. Una contraddizione che raggiunge il paradosso se si considera - come sottolinea Marco Perduca dei Radicali su Twitter - che nel nostro paese "in virtù del cosiddetto Decreto Sicurezza, manifestazioni simili farebbero atterrare nelle già stracolme italiche galere tutti i coinvolti".

Immediata, infatti, arriva la stoppata dell'altro dioscuro del governo gialloverde, Matteo Salvini. "Si coi Gilet gialli, ma no alla violenza" replica l'uomo d'ordine del Carroccio.

L'obiettivo di Di Maio è quello di trovare sponde politiche nel vecchio continente, specialmente ora che l'Ukip britannico di Nigel Farage è fuorigioco causa Brexit. La speranza dei vertici pentastellati è che l'acefalo magma di protesta francese entri in una fase più ufficiale e istituzionalizzata. Per farne un possibile alleato con cui tenere testa allo straripante Salvini durante le Europee.

Salvini a tutto campo

Il Capitano, infatti, mercoledì pianterà la bandiera leghista tra i movimenti eurofughi e destrorsi d'Europa, volando in Polonia, per incontrare Jarosław Kaczyński, leader della destra conservatrice polacca, e uomini dell'entourage di Marine Le Pen.

Già oggi, però, il ministro Lorenzo Fontana è a Bruxelles per iniziare trattative con le destre europee. Dagli austriaci dell'Fpö, il Pvv olandese e i fiamminghi di Vlaams Belang, oltre a formazioni finniche, svedesi, danesi, cipriote e estoni (con le ultime due definite da più parti "naziste"). Previsti anche contatti con i tedeschi dell'Afd (partito di estrema destra scampato "misteriosamente" all'attacco hacker dei giorni scorsi) e gli spagnoli di Vox.

Tuttavia il flirt leghista col le destre europee potrebbe rivelarsi un bluff per convincere il Ppe, la vera casa politica cui Salvini aspira, ad aprire le porte ai voti della Lega durante l'imminente tornata elettorale. Salvini spera che la logica del "meglio con noi che contro di noi", gli dia le chiavi del Partito Popolare Europeo, con l'obiettivo finale di "spostarlo a destra" assieme all'alleato ungherese Viktor Orban.

Europa e "distrazione di massa"

Le retate europee di Lega e 5 Stelle, non va dimenticato, vengono utilizzate ad uso e consumo della propaganda interna, per nascondere sotto il tappeto un bel po' di polvere.

Salvini, ad esempio, continua a tenere il punto contro i 49 migranti sospesi in mezzo al Mediterraneo da ormai 20 giorni, ribadendo che "i porti sono chiusi". Non ci vorrà molto, però, perché la trattativa già avviata dal premier Conte - con gli auspici di Mattarella e i possibilismi di Di Maio - costringa il leader leghista ad accettare almeno una parte degli uomini, delle donne e dei bambini a bordo di SeaEye e SeaWatch.

Se a questo si aggiunge che (dati del Viminale, ndr) ci sono stati 45 sbarchi il 27 dicembre 2018, 39 il 28 dicembre, 37 il 29 dicembre e 41 il giorno prima di Capodanno, risulta evidente che i porti non son chiusi neanche per sogno. Tutte ottime motivazioni per usare "armi di distrazione di massa" targate Europa, sperando che l'elettorato continui a bersi la propaganda anti-migranti.

I 5S e la polvere sotto il tappeto

I 5 stelle, dal canto loro, devono far ingoiare al proprio elettorato - specialmente a quello considerato "ortodosso"- due dei bocconi più amari della storia del MoVimento. Da una parte, dopo i cedimenti totali o parziali su Tav, Tap e trafori, in queste ore sta montando la polemica per le trivellazioni a largo della Puglia, con i "comitati del NO" sul piede di guerra.

Dall'altra, il Consiglio dei ministri, convocato nella serata di ieri, ha approvato un decreto legge dal titolo "Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio". Una misura d'urgenza che consentirà di salvare la banca Carige, sull'orlo del baratro per il fallito aumento di capitale, con una copertura finanziaria a suon di denaro pubblico. Se si considera il clamoroso baccano sollevato dai pentastellati per i salvataggi di banche targati da parte del PD, la liaison dangereuse coi Gilet gialli può essere un ottimo specchio per le allodole per distrarre l'opinione pubblica finché le acque non si saranno calmate.

O la va o la spacca

La posta in gioco, per i due partiti al Governo in Italia, è davvero molto alta. Nell'ottica dei tatticismi, ottenere un buon risultato alle Europee del 2019 vuol dire ottenere una legittimità tale da poter pensare a staccare la spina all'esecutivo da una posizione di forza, con Salvini in grado di tentare anche la volata verso Palazzo Chigi in caso di exploit della Lega.

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