Ucciso sotto casa un ergastolano in permesso per motivi di salute

I killer lo hanno atteso sapendo che era obbligato a rientrare in casa grazie a un permesso per motivi di salute dopo la condanna all’ergastolo. Non è appena giunto lo hanno freddato con tre colpi di fucile mentre a bordo della sua auto appena fuori dal cancello dell'abitazione.

Dopo l'omicidio del carabiniere a Cagnano Varano, a meno di 150 chilometri di distanza, alla periferia di Trinitapoli, in via Transumanza, è stato crivellato di proiettile Cosimo Damiano Carbone, 63 anni, a capo dell’omonimo clan che controlla le attività illecite ed è opposto al gruppo De Rosa Miccoli, del quale faceva appunto parte Pietro De Rosa, ucciso il 20 gennaio scorso.

E' la risposta clamorosa proprio a quest'ultimo omicidio e una vendetta postuma. Infatti, Carbone era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Savino Saracino, compiuto a Trinitapoli il 30 settembre 2004, e il tentativo di omicidio di Michele Miccoli.

Anche il fratello più grande di Carbone, Antonio, di settant'anni, fu ucciso il 27 maggio del 2014 con tre colpi di fucile calibro 12 nel centro di Trinitapoli mentre era a bordo della sua auto.

Ormai la Puglia è in fiamme e per ora come in altri luoghi a grande emergenza criminale il Ministro dell'Interno non batte un colpo.

di P.P.M.