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Siamo tutti Flavio Insinna

Come se epiteti, burle, parolacce e ingiurie non le avessimo mai dette nella nostra vita. Come se fossimo tutti santi, tutti puri, tutti sacri. Tutti lontani da qualsiasi tipo di peccato, figurarsi come sarebbe mai possibile apostrofare qualcosa o qualcuno solo per il gusto di farlo.

Falsità.

Siamo tutti Flavio Insinna. Chi più, chi meno, di sicuro tutti.

Il web si è scatenato e ancora si scatena alla vista e all'ascolto delle frasi mandate in onda da Striscia la Notizia (oltretutto, frasi pronunciate nella propria sfera personale e privata). Frasi arroganti e aggressive, che il celebre conduttore di Affari Tuoi, avrebbe poco piacevolmente riservato a parte dei concorrenti del gioco dei pacchi di Rai Uno.

Insomma, la storia è ormai nota come è noto il polverone mediatico innalzatosi.

Offese e commenti inorriditi e pieni di livore (molto di più di quello espresso da Insinna) e anche una bella quantità di falsità sono state da subito lanciate sul web da chi si sente sempre in diritto di scagliare la famosa pietra, tanto non si è mai fatto peccato.

I classici leoni del web che non tengono conto di alcuna circostanza, non tengono conto del fatto che il privato è privato e come tale deve restare e come tale ognuno resta libero di esprimere la propria opinione, negativa o positiva che sia (non siamo mica sotto il regime di Kim). Tant'è che tutti lo fanno, ma nessuno lo dirà mai. Molto più comodo il qualunquismo che difende la povera signora con la mano davanti alla bocca; molto meglio celarsi dietro al dito per indicare colui che unico e solo ha fatto affermazioni del genere (sbagliate, chiaro, chiarissimo, ma che tutti fanno).

In fondo, nessuno mai ha parlato amaramente dell'amico, mai appellato in malo modo qualcuno per il poco intelletto, mai per l'aspetto fisico, mai perché non ritenuto all'altezza, mai solo per gioco, per incavolatura, per superficialità o banale imbecillità.

La verità è che nessuno si assume la responsabilità di ammettere che sì, probabilmente, sotto stress e pressione di rendita, in sede di lavoro, in una discussione o qualsiasi altra scusa (ma anche senza) le stesse affermazioni le avrebbe fatte.

Per l'amore del cielo, il comportamento altrui non giustifica il proprio, ma non autorizza nemmeno a scagliarsi contro, a distruggere una professione (e spesso una vita) costruita per anni e a creare una gogna mediatica senza alcun metro di giudizio.

E la gogna mediatica schiaccia. Il passato insegna. Ricordiamolo.

Mariagrazia Ceraso

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