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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Trump si lamenta: sono il Presidente più attaccato

Che il presidente americano Donald Trump si senta costantemente sotto attacco, non è un mistero. Non passa giorno senza che accusi stampa e democratici di ordire trame e cospirazioni per sabotare la sua presidenza.
"Nessun politico nella storia - e lo dico con assoluta certezza - è stato trattato peggio o più ingiustamente di me" ha tuonato nella cerimonia di diploma dei 195 cadetti classe 2017 dell'Accademia della Guardia Costiera di New London, in Connecticut.

In realtà, nonostante il continuo atteggiamento vittimista, archivi e libri di storia rivelano che non è proprio così. Lo spiega, con dovizia di esempi, il sito Vox che offre una interessante carrellata dei presidenti che avrebbero potuto definirsi più legittimamente "vittime".

Basti pensare a quelli assassinati, ovvero: Abraham Lincoln (che dovette anche affrontare la guerra civile), James Garfield, William McKinley e John F. Kennedy. Lo stesso Ronald Reagan subì un tentato omicidio.

Non solo minacce fisiche. Senza spostarsi troppo indietro negli anni, come non ricordare l'accanimento con cui complottisti e dietrologi perseguitarono il presidente Barack Obama? Tra i sostenitori (e promulgatori) della teoria della sua nascita fuori dagli Stati Uniti c'era anche Trump, che in più di un'occasione aveva chiesto all'allora presidente di mostrare il suo certificato di nascita. Senza dimenticare le accuse di essere musulmano (e nero, tra le righe). Se poi ci si sposta oltre i confini americani, si può ricordare Nelson Mandela, imprigionato in Sud Africa.

Ma sono stati, purtroppo, centinaia i politici meno noti oppressi, torturati o uccisi a causa delle loro idee, delle loro lotte oppure per religione, razza o genere. Nonostante i capitoli di storia, Trump continua, invece, a ipotizzare una congiura globale. E così lo zoccolo duro della sua base, convinto che in tanti remino contro il presidente per far naufragare il suo programma politico. Il copione si è così ripetuto a New London: "A volte accadono cose che non meritate, che non sono giustificate. Ma dovete calare la testa e combattere, combattere, combattere. Non vi arrendete mai. Le cose alla fine si aggiusteranno" ha detto Trump ai cadetti, che gli hanno tributato una vera standing ovation.