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Trattativa Pd-Mdp ad alta tensione. I nodi e la posta in gioco tra poltrone e programmi

"Nei prossimi giorni invieremo a tutte le forze che vogliono confrontarsi con noi, al centro e a sinistra, il documento programmatico uscito da Napoli. Pronti al confronto per una nuova coalizione". E' l'apertura - in un'intervista al Corriere della Sera - del vicesegretario del Pd Maurizio Martina, reduce dalla conferenza programmatica di Napoli, dalla quale, dice usciamo "piu' forti e con una proposta sul progetto e sul metodo, sui contenuti e sugli strumenti". "Il segretario - sottolinea - ha detto parole chiare: vogliamo una coalizione ampia, inclusiva e plurale, con il Pd perno centrale, aperto al contributo di altre forze". Ancora possibile il dialogo con Mdp? "Noi - risponde - non siamo interessati a porre veti ne' al centro ne' a sinistra. Rivendichiamo lo sforzo del Pd in questi anni, senza il quale il Paese non avrebbe fatto i passi avanti di oggi dopo la crisi. Siamo interessati a confrontarci sulla prospettiva", "sulla base delle idee elaborate a Napoli, che invieremo a tutte le forze del centro e della sinistra". Mdp, pero', vorra' rimettere in discussione Jobs act, articolo 18, buona scuola. "Siamo pronti a confrontarci su tutto, dalle politiche per il lavoro, a quelle per la scuola, dalla protezione sociale al Sud. Di certo - precisa - non accetteremo abiure del lavoro fatto, che e' stato faticosissimo e di cui siamo orgogliosi. Chi vuole lavorare unito al Pd sa che ci siamo". Infine Martina risponde sulla conferma del governatore di Bankitalia Visco: "Voltiamo pagina. Quello che ha stabilito il presidente del Consiglio si sostiene". Ma il presidente della Toscana stronca subito l'ipotesi di un'intesa con il Pd: - "Non vedo le condizioni per allearsi con Matteo". Lo dice il governatore della Toscana e uno coordinatori di Mdp Enrico Rossi dopo l'apertura del Pd fatta a Napoli. "Non capiscono lo strappo, e addirittura attaccano Grasso", dice e continua: "Non vedo le condizioni per un’alleanza col Pd alle prossime politiche. Due settimane fa Roberto Speranza ha lanciato un ultimo appello a Renzi, 'Fermiamoci a riflettere sulla legge elettorale e niente voto di fiducia'. La risposta sono stati altri 5 voti di fiducia, Pietro Grasso ha lasciato il Pd parlando di una violenza contro il Senato. Parole che sono ancora più credibili perché dette da un uomo delle istituzioni".

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