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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Timida apertura di Renzi alla sinistra. No di Mdp

Il Pd farà uno sforzo unitario ma non è disponibile ad biure sulle riforme fatte. E' il messaggio di Matteo Renzi alla direzione del Pd. "Siamo alle porte della campagna elettorale - ha esordito il segretario - e lo sforzo unitario che si chiede all'esterno va praticato all'interno in primis da chi dirige e questo che vuol dire parlare del Paese e con il Paese".

"Noi - ha detto ancora - siamo col treno nel Paese, il Pd è lì e a chi dice cancelliamo il passato per ragionare del futuro, dico che dobbiamo rivendicare con forza quello che abbiamo fatto. Certo ci sono stati limiti e difficoltà ma in questi anni si è prodotto un miglioramento del Paese. Abbiamo recuperato il gap, abbiamo rimesso in moto il Paese e abbiamo tanto da fare. Ma chi si esercita in richieste di abiura di quanto fatto, non si rende conto di dove eravamo tre anni fa". "Sulla rivendicazione del passato non faremo alcun passo indietro. Ovviamente la sfida è il futuro e il futuro è una pagina totalmente bianca da scrivere e o la scriviamo noi o la destra".

"Anche con le persone da cui siamo stati divisi - ha detto ancora - da discussioni e polemiche c'è più sintonia che con gli avversari storici, non solo perché governiamo insieme in 14 regioni ma perché molte cose fatte le abbiamo fatte insieme. Non sarà il Pd a mettere veti o paletti alla coalizione più ampia possibile, forse abbiamo opinioni diverse sulla buona scuola ma non sulla necessità del tempo pieno anche al sud come al nord". "Chi vorrà rompere lo dovrà fare in modo trasparente e chiaro perché da noi non troverà alcuna sponda", ha detto ancora. "Credo che sia cruciale che sia coinvolta l'area moderata così come i Verdi, Idv e i Radicali con i quali c'è una discussione non scontata né chiusa. Poi vogliamo il dialogo a sinistra in primis con Cp, a cui lanciamo parole di dialogo e disponibilità come quelle che in larga parte abbiamo sentito ieri, e vogliamo un confronto con Mdp, SI e Possibile".

"Dobbiamo togliere dal campo" del dibattito sulle coalizioni "il tema dei diritti. Non è che facciamo lo ius soli per fare l'accordo con Mdp. Lo facciamo perché un diritto è un diritto, senza scambiarlo in un accordo di coalizione. Cercheremo di farlo, senza creare alcuna difficoltà alla chiusura ordinata della legislatura, rispettando ciò che il governo e la coalizione vorranno fare, non pensiamo siano temi su cui fare l'accordo".

A Fassino ruolo di 'pontiere' con la sinistra - "Mi hanno accusato - ha detto Renzi - di perseguire la filosofia del'uomo solo al comando. Ma io invito tutti a dare una mano, nessuno escluso. Chiedo a tutti di essere aiutato in questo percorso. Per il mondo della sinistra voglio chiedere a Piero Fassino di darmi una grande mano vista la sua esperienza di segretario dei Ds".

Michele Emiliano raccoglie, nel suo intervento in direzione, l'appello di Renzi all'unità del Pd, sostiene lo sforzo nell'apertura alla costruzione della coalizione del centrosinistra e, a quanto si apprende, si dice pronto a votare il documento unitario che sarà messo ai voti al termine della direzione.

Arriva il commento di Bersani alle parole di Renzi: "Maggiore sintonia con Mdp? Non lo so, bisogna vedere cosa dice sul resto - rileva Bersani -. Lui si preoccupa sempre di rivendicare quello che si è fatto ma purtroppo c'è qualche milione di elettori che non sono d'accordo, e non sono Bersani o Speranza, che hanno un giudizio critico su tante cose che si sono fatte. Seguiamo la discussione. Basta che si sappia che le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti".

Intanto in mattinata il segretario del Pd ha incontrato una delegazione dei Radicali e di Forza Europa.