Tappeti per finanziare le azioni terroristiche, blitz contro venti tunisini

Vendevano tappeti di ottima qualità, un vero affare. E i commerci andavano bene, insomma, i clienti non restavano affatto scontenti, anzi.

Un vero e proprio tam tam che in pochi mesi ha trasformato l'iniziativa finanziaria in un vero e proprio busines.

Nessuno però degli acquirenti poteva immaginare che parte dei proventi andavano a finanziarie le azioni terroristiche.

Sono scattate perquisizioni nei confronti di oltre 20 soggetti di origine tunisina, da anni stabilitisi in Italia.

Il blitz è scattato ad opera dei carabinieri del Ros e dai finanzieri del Gico in Abruzzo, a Torino, Milano e nella provincia di Ascoli Piceno nell'ambito di una complessa indagine - coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo dell'Aquila.

Nel mirino una presunta rete di finanziamento del terrorismo internazionale. Secondo l'ipotesi investigativa, attraverso alcune società di vendita di tappeti e di altro tipo si sarebbero finanziate attività riconducibili al movimento radicale islamico Al Nusra.

Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria compiuti per raccogliere ingenti disponibilità di denaro da destinare anche al finanziamento di attività riconducibili ad 'Al-Nusra'.

In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a persone di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre importanti somme di denaro dalle società.

Le illecite disponibilità finanziarie - secondo le indagini dei carabinieri e della guardia di finanza - sarebbero state successivamente riciclate mediante l'acquisto di beni immobili e l'investimento in altre attività imprenditoriali, nonché destinate al finanziamento di gruppi radicali di ispirazione islamica insediati all'estero.

Le perquisizioni sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Torino, Milano, Ascoli Piceno e Teramo e il coordinamento del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di finanza.

di P.P.M.