Taglio delle stime di crescita, l'economia italiana cola a picco

E' recessione tecnica. Ma è soprattutto una grande gelata economica che si sta per abbattere sull'Italia.

Le conseguenze sul sistema finanziario del Paese potrebbero essere pesantissime.

Dal Governo si fa finta di ignorare l'argomento anzi si rimuove c'è la campagna elettorale. I dati snocciolati dall'Istat e confermati dalle previsioni di Bankitalia e Fmi e vari istituti di ricerca non lasciano scampo e margini.

La crescita dell'Italia si sta affievolendo e dopo 14 trimestri positivi c'è più della percezione di essere alle soglie di una crisi economica.

Non sbagliavano - insomma - gli addetti ai lavori che nei tormentati giorni del varo della legge di Bilancio e degli annunci : “Abbiamo sconfitto la povertà”, lanciavano l'allarme.

Tacciati per prezzolati e accusati di essere catastrofisti ora con il senno di poi si scopre che le loro previsioni era finanche ottimistiche.

Adesso a scendere in campo con un carico da 90 è la famigerata Commissione Ue che potrebbe nei prossimi giorni dare un taglio netto e convinto alle stime di crescita dell'Italia fissando il Pil allo 0,2 per cento.

Una sforbiciata certificata da Bruxelles che potrebbe sollevare un vespaio di polemiche e riaccendere i contrasti con il Governo gialloverde.

In pratica se la revisione fosse confermata e soprattutto il tasso di crescita durante l'anno si rivelasse tale, si aprirebbero problemi anche per il rispetto dei parametri delle finanze pubbliche.

C'è poco da stare allegri e la manovra correttiva diventerebbe un obbligo, insomma per non far andare il Paese gambe all'aria bisognerebbe mettere in campo provvedimenti robusti.

Poi c'è sempre il puzzle della norme di salvaguardia e delle ipotetiche trattative che il Governo italiano intavolerebbe con la nuova Commissione Ue.

E' chiaro che se i trattati e gli accordi non saranno modificati, il nostro Paese dovrà recuperare una vagonata di miliardi ben 21.

Lo scenario è da brivido e mentre il premier Giuseppe Conte tocca la palla da lontano, il ministro dell'Economia Giovanni Tria getta acqua sul fuoco, il ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro, Luigi Di Maio parla di prossimo boom economico e infine il ministro dell'Interno, Matteo Salvini discetta sulla ricontrattazione di norme e parametri con la Ue, l'Italia nel frattempo cola a picco.

di Pier Paolo Milanese