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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Sviluppo Campania, pacconate di soldi pubblici e quei progetti modificati in corso d'opera

di Arnaldo Capezzuto

Benvenuti nella labirintica e misteriosa Sviluppo Campania, la società in house con socio unico la Regione Campania, operativa dal 14 dicembre 2011, con la missione dichiarata di  attuare piani, programmi, progetti e strumenti finalizzati a favorire, promuovere e rafforzare la competitività e lo sviluppo del sistema territoriale regionale.

La società oltre ad usufruire dei Fondi POR FESR 2014/2020, di un incremento milionario della sua dotazione finanziaria si è vista approvare con tanto di parere tecnico da un consulente di turno un aggiunta di fondi per altri 600 mila euro per assolvere a non meglio specificate 'spese generali'.

Ciò che colpisce – tra le altre cose - sono i progetti presi in carico di Sviluppo Campania che spesso sono sottoposti a pesanti modifiche in corso d'opera - insomma - con evidente  violazione del principio di economicità, trasparenza ed efficienza. Trattandosi di risorse pubbliche cioè di quattrini dei campani e non solo è chiaro che non parliamo di bazzecole, quisquiglie e pinzellacchere.

La Regione Campania, nel ruolo di socio unico della società,  dovrebbe almeno battere un colpo, spiegare, illustrare e informare. Invece, tutto tace o quasi.

E la Presidente della Commissione Sburocratizzazione della Regione Campania, Maria Grazia Di Scala (FI) ha preso carta, penna e calamiaio ed ha scritto agli uffici e si appresta a depositare un'interrogazione. Il numero uno della commissione vorrebbe appena appena capire, comprendere perchè “In Sviluppo Campania c'è una gestione così approssimativa”.

E non mancano dubbi, perplessità e insidiosi e legittimi interrogativi circa : “un possibile danno erariale, tanto più che della rendicontazione delle commesse di Sviluppo Campania non vi è alcuna traccia”.

E la domanda della Di Scala: “C'è effettivamente un danno?”, si chiede la consigliera regionale campana di Forza Italia.

“Lo verificheremo. Per ora di certo c'è sicuramente la beffa visto che la Regione sborsa ogni anno un milione di euro per il piano di ristrutturazione della società che, ex lege, deve dichiarare di aver adottato nuovi e più efficienti strumenti di rendicontazione delle risorse comunitarie gestite”, conclude la presidente della Commissione Sburocratizzazione della Regione Campania.

Ora la palla passa al presidente della Regione Vincenzo De Luca che sicuramente risponderà all'interrogazione.