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Summit Salvini-Berlusconi, torna l'amore?

E' calato un fitto mistero sull'incontro tra il vicepremier Matteo Salvini e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Si sa solo che dovevano incontrarsi a Villa San Martino e guardare insieme in tv l'incontro di calcio Cagliari-Milan finito con un pareggio.

Ad accompagnare Salvini c'era  Giancarlo Giorgetti mentre con Berlusconi, Antonio Tajani.

Un faccia a faccia ufficialmente per sbloccare lo stallo della nomia a presidente della Rai ma in realtà all'ordine del giorno ci sono tante questioni che riguardano la prospettiva politica e qualche questione che sta al cuore dell'ex cavaliere.

Un summit definito privato ma già l'ala dei duri e puri del Movimento 5 Stelle storce il naso e comincia a sospettare.

Sono fibrillazioni sotto traccia nel governo che si aggiungono ai mal di pancia dovuti alle oggettive difficoltà nel varo della nota del Def.

Qualcuno sussurra che in ragione dell'oltre 30 per cento del consenso della Lega, Forza Italia potrebbe essere agganciata e rilanciata indirettamente dal Carroccio.

Salvini pensa a una strategia di allontanamento dei Pentastellati e sviluppare un'alleanza più larga a trazione leghista con una classe dirigente rodata e in pratica sostituire con gente di peso i grillini  bollati dai lumbard come inconcludenti, poco esperti e il più delle volte staccati dalla realtà del fare.

Ma la discussione tra Salvini e Silvio Berlusconi non è arrivata a un'intesa definitiva. Tutto è stato rinviato al vertice di centrodestra allargato a Fratelli d'Italia in programma in settimana.

Salvini e Berlusconi, nel corso della riunionehanno telefonato alla presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni proprio per calendarizzare la riunione nei prossimi giorni.

Il numero uno di Forza Italia, prima del via libera, vuole che il Carroccio chiarisca la sua posizione non solo in termini di alleanze per le amministrative - sembra rientrata la minaccia leghista di correre in solitudine, come prospettato in Abruzzo - ma anche riguardo alcuni punti ora all'esame del governo come la flat tax, le concessioni televisive, e il famoso tetto per la pubblicità in tv ormai bandiera del movimento cinque stelle, agitata dal sottosegretario all'Editoria Vito Crimi.

Per Mediaset, sarebbe un colpo durissimo. In più Forza Italia vorrebbe anche che il governo non si facesse schiacciare sulle posizioni giustizialiste, care ai 5Stelle.

Salvini però si smarca e minimizza ribadendo è una "una visita privata".

di Pier Paolo Milanese