Sul caso Siri nessun imbarazzo della Lega. Cantone: "Per me la bancarotta è un reato grave"

Arrabbiato e indignato. Matteo Salvini è furioso perchè il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha tolto le deleghe al sottosegretario leghista Armando Siri.

Motivo della dura decisione del titolare pentastellato del dicastero è l'indagine in cui è coinvolto l'esponente del Carroccio.

Ricordiano che il sottosegretario leghista ai trasporti Armando Siri è indagato per corruzione.

Ma il fatto più grave e passato inconsapevolmente sotto silenzio è che Siri aveva già patteggiato nel 2014 una condanna per bancarotta fraudolenta.

[contentcards url="http://il24.it/bomba-giudiziaria-il-sottosegretario-armando-siri-e-indagato-per-corruzione/" target="_blank"]

Sulla singolare e gravissima vicenda è intervenuto a gamba tesa Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Anticorruzione.

"Per me uno che patteggia una bancarotta è colpevole di bancarotta", dice a Circo Massimo, su Radio Capital, il presidente dell'ANAC.

E sulla definizione che il vicepremier Salvini ha dato di Siri "persona specchiata e onesta", Cantone risponde senza battere ciglia: "Per me la bancarotta è un reato grave, evidentemente il ministro Salvini la pensa diversamente".

di Pier Paolo Milanese