Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Stipendi: nel 2019 queste categorie avranno 30 euro in meno in busta paga

Sono finalmente arrivati gli aumenti contrattuali, dopo 8 anni di blocco,  da 370 a 712 euro per chi lavora nei ministeri o negli enti pubblici. Per gli altri settori gli aumenti dovrebbero vedersi nelle buste paga di aprile. Ma può essere tutto uno specchietto per le allodole.

Si tratta infatti di “aumenti ad elastico”: vale a dire, come riporta il Sole24Ore, che dal 2019 i lavoratori (e solo quelli con gli stipendi più bassi tra cui anche i docenti e il comparto sanità) potrebbero perdere circa 30 euro in busta paga.

 Cosa è successo? Prima delle elezioni il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, aveva annunciato incrementi medi fino a 85 euro mensili. Ma quella quota, si è scoperto poi, avrebbe garantito l’aumento solo ai ministeriali, che hanno buste paga mediamente più pesanti. Mentre per i restanti si tratterebbe di ritocchi “temporanei” attraverso il cosidetto “elemento perequativo”, ovvero degli aumenti a scadenza prevista il 31 dicembre 2018.
Di lì la decisione di ricorrere a incrementi temporanei. Destinati a sparire nel 2019, a meno che non si trovino le risorse per stabilizzarli.

Duro il commento dell’Unione sindacale di base, secondo cui questi aumenti sarebbero “una trappola” che non considera “l’indennità di buonuscita o di anzianità, del trattamento di fine rapporto, dell’indennità sostitutiva del preavviso, né dell’indennità in caso di decesso”. Questi aumenti, secondo USB, rappresentano “oltre a un’inaccettabile presa in giro, la più clamorosa negazione della certezza del salario e del valore dello stesso Ccnl”.