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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

"Siamo stati insieme, ci siamo drogati e poi mi ha rapinato". Arrestato l'incubo del web

Adescava su internet gli omosessuali e, dopo una notte di sesso e droga, li rapinava confidando nel fatto che, vergognandosi di quanto accaduto, non lo avrebbero denunciato. L’ultima rapina la settimana scorsa: l’uomo ha individuato la vittima su una chat di incontri e con lui ha passato la notte; al risveglio lo ha costretto a consegnargli soldi, carte di credito, un pc portatile e l’auto. Prima di fuggire ha drogato la vittima è l’ha legata al letto. Gli investigatori del commissariato Porta Maggiore, diretto da Moreno Fernandez, lo hanno identificato seguendo una doppia traccia: quella digitale, grazie alla geo localizzazione del pc, e quella più classica, favorita dal fatto che l’uomo, fuggendo con l’auto rapinata, ha urtato alcune macchine parcheggiate. Il rapinatore, avendo intuito che la polizia era sulle sue tracce, si era rifugiato in un motel sotto falso nome ed è proprio qui che è stato fermato. Gli agenti hanno trovato nella stanza, oltre alle carte di credito rapinate, anche alcune dosi di crack, una bilancia di precisione e 1.400 euro in contanti, probabile provento della sua attività di spacciatore.

Durante le fasi successive all’arresto, l’uomo è riuscito a scappare rendendosi irreperibile per diverse ore, al termine delle quali è stato rintracciato e condotto a Regina Coeli dagli stessi poliziotti del commissariato Porta Maggiore. Assicurato il 45enne, gli investigatori hanno rivolto la loro attenzione a chi ne ha favorito la breve latitanza. A finire nel mirino è stato un uomo, originario della Puglia, coetaneo del fuggitivo. Quest’ultimo, fingendo di aiutare la polizia nelle ricerche, informava il rapinatore per non farlo catturare. Gli agenti però stavano seguendo altre piste che hanno posto in evidenza il doppio gioco del complice, arrestato con l’accusa di favoreggiamento.