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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Spettacolo agghiacciante: tanta Russia e pochissima Ue nell'Italia del G7

di Francesco Petronella

Lo spread tra Btp e Bund a metà giornata si attesta a 266 punti base con un rendimento del decennale al 3,076%. Da registrare il sorpasso dei titoli greci a due anni, il cui rendimento è all'1,44%, più basso dell'1,69% di quello italiano. In apertura il differenziale Btp/Bund segnava i 259 punti base per poi schizzare sopra la soglia dei 260 punti. A pochi minuti dall'avvio lo spread ha toccato addirittura i 280 punti prima di ripiegare .

Il differenziale di rendimento tra titoli decennali italiani è tedeschi è un'ottima cartina di tornasole per capire quale panorama offre l'Italia di oggi agli osservatori politico-economici internazionali. Lo spettacolo odierno, fatto di instabilità e incertezze, è assai preoccupante. In sintesi: l'Italia giallo-verde, decisamente troppo vicina a Mosca e lontana da Bruxelles, è un soggetto quasi irriconoscibile se paragonato a quello degli anni scorsi. Non solo. Quello che desta più perplessità è il fatto che nella nuova coalizione di governo, che la stampa internazionale non esita a definire populista - se non proprio nazionalista - la ripartizione dei compiti e del peso specifico di ogni figura chiave dell'esecutivo non è ancora del tutto chiara.

Con il suo rapporto personale con esponenti della Russia di Putin, Matteo Salvini è partito in volata recandosi - dopo il primo Consiglio Dei Ministri - all'ambasciata di Russia a Roma per prendere parte alla serata di gala organizzata dalla sede diplomatica. Oltre a far sorgere legittime domande sul posizionamento italiano nell'arena internazionale, con Putin che ha strizzato l'occhio a Salvini per la manifestata intenzione di rimuovere le sanzioni contro Mosca, la visita notturna del Lumbard nel quartier generale russo a Roma suscita almeno due questioni. Ci è andato da capo politico o da ministro dell'Interno italiano? In quest'ultimo caso, non sarebbe prerogativa del ministro degli Esteri Moavero Milanesi prender parte a certe iniziative diplomatiche? A onor del vero è bene ricordare che anche il precedente capo del Viminale Marco Minniti spesso ha "fatto le veci" della controparte agli Esteri Angelino Alfano. Basti pensare che è stato l'allora ministro Minniti a recarsi di persona a Bengasi per discutere di migranti e sicurezza con il generale libico Khalifa Haftar. In questo caso, però, con la vice-premiership in tasca, Salvini sembra comportarsi da primo ministro vero e proprio, lasciando a Luigi Di Maio il compito di mettere le toppe altrove.

Anche neo-ministro del Lavoro, in realtà, fornisce agli osservatori esterni spunti di riflessione interessanti. Il governo Conte, come spesso gli è stato fatto notare in queste settimane, non ha sviluppato nè una strategia nè - forse - un'idea su come affrontare la guerra doganale su acciaio e alluminio promossa da Donald Trump. Le esternazioni grilline delle ultime settimane, a proposito di chiusura-riconversione-ammodernamento di colossi siderurgici italiani come Bagnoli e Ilva, sembrano quasi un regalo al nostro principale concorrente europeo nel settore: la Germania di Angela Merkel. Che sia un modo per "bilanciare" le preoccupazioni sollevate in Europa dalle iniziative filo-russe di Salvini?

A prescindere da questo "conflitto di competenze" tra Viminale e Farnesina - e di indirizzi tra i due vice-premier - la convergenza tra Salvini e l'area politica del leader russo rischia di incrinare l'intero assetto europeo, specialmente se si considera che tra poche ore inizia il G7 in Canada cui i principali leader europei prenderanno parte. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato per oggi una riunione con i capi di governo italiano, tedesco e britannico e i responsabili europei prima dell'inizio dei lavori del G7. L'impressione è quella di un gruppo che, non avendo fatto i compiti a casa, cerca di ritrovare in extremis la coesione necessaria per affrontare l'argomento dazi di fronte al Tycoon americano. Dal canto suo, con la solita arguzia social, Trump ha twittato: "Non vedo l'ora di raddrizzare gli ingiusti accordi commerciali con i paesi del G7. Se non ci riusciamo, tanto meglio per noi!". Il presidente americano, tra l'altro, ha annunciato che la sua presenza in Canada sarà poco più che una comparsata: ultimo ad arrivare e primo a volare via per preparare l'incontro, molto più importante, con il leader nordcoreano Kim Jong-Un. Questo è il programma.

Trump sa benissimo che si troverà di fronte a partner europei divisi tra loro e a lui avversi come mai prima nella storia. Putin, utilizzando l'Italia di Salvini e l'Austria di Kurz come alfieri per la sua partita in Europa, sta contribuendo a questa dinamica di divisione. L'Italia, il cui debito è stato acquistato massicciamente da grandi fondi americani, è il cuneo di questa crisi che investe non solo l'economia europea, ma anche il background valoriale e culturale su cui si basano le tradizionali alleanze da ormai 70 anni. E lo spread  - immancabilmente - sale.