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Siria, arriva la verità sugli attacchi chimici con il gas Sarin

Fu utilizzato il micidiale gas nervino Sarin o un altro agente chimico dello stesso tipo nell'attacco dello scorso 4 aprile al villaggio di Khan Sheikhoun, nel Nord della Siria, dove morirono un centinaio di persone, tra cui bambini e donne. La conferma arriva da un'indagine  dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, con sede a L'Aia. Il rapporto conferma l'uso di armi chimiche sui civili.

L'inchiesta è giunta a queste conclusioni dopo analisi sulle vittime e su campioni ambientali, e grazie all'ascolto di testimoni oculari. Non c'è però una chiara indicazione delle responsabilità. L'ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Nikki Haley ha commentato: "L'Opac conferma quanto già sapevamo: contro il popolo siriano sono state utilizzate armi chimiche".

Sul rapporto lavorerà adesso una commissione congiunta Opac-Onu con l'obiettivo di individuare "il responsabile di questo orribile attacco". Due giorni dopo l'episodio, il presidente americano Donald Trump puntò il dito contro il presidente siriano Bashar al-Assad, e ordinò il lancio di una sessantina di missili contro la base dalla quale l'attacco chimico sarebbe presumibilmente partito. Assad ha sempre negato ogni responsabilità nella strage di Khan Sheikhoun, con il sostegno degli alleati russi e iraniani, spingendosi fino a ipotizzare una messinscena per giustificare il raid missilistico americano.