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Si spacca il partito di Alfano dopo l’intesa in Sicilia

Malgrado il quadro delle candidature e delle alleanze sia pressoché definito, le elezioni regionali in Sicilia restano in primo piano e non mancano quotidianamente sviluppi, in special modo nel Pd e Ap, partiti che continuano a essere esposti alle scosse e alle polemiche. L’ala lombarda del partito di Angelino Alfano che fa capo a Maurizio Lupi e Roberto Formigoni, ha fatto nuovamente trapelare tutte le proprie perplessità sull’accordo con il Pd per le regionali in Sicilia, anche in vista delle prossime politiche. Il cosiddetto fronte del Nord (che può contare su un nutrito gruppo di senatori e deputati, una decina, più sei consiglieri regionali al Pirellone) non condivide la svolta a sinistra del ministro degli Esteri, pronto a confermare l’alleanza di governo con i Dem anche nell’Isola, e chiede in tempi brevi un chiarimento. Domani pomeriggio, a quanto si apprende, tutti i parlamentari e consiglieri regionali ‘lombardi’ di Ap si vedranno a Milano per fare il punto della situazione e studiare eventuali contromosse in caso di intesa con i Dem. Dopo lo show down di ieri, Rosario Crocetta ha rilanciato le proprie chances riproponendo le primarie nell’isola per la scelta del candidato Pd, accompagnando la sua richiesta da una convinzione: il progetto Micari è perdente. Oggi il governatore uscente lancerà il manifesto “Liberi” e la candidatura alle elezioni regionali. “Ho idee, valori, progetti di cambiamento”, ha detto ieri Crocetta, “dal 1948 sono l’unico a aver fatto vincere il centrosinistra in Sicilia. C’hanno provato tutti: da Leoluca Orlando ad Anna Finocchiaro. Se il segretario Matteo Renzi ha deciso di suicidarsi lo faccia pure. Tra l’altro il suo ultimo anno non e’ stato un capolavoro”.