Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Sfruttati per 25 euro al giorno: maxi blitz della polizia contro il "caporalato"

Nigeriane e rumeni lavoravano dalle 6 alle 19 per 25 euro al giorno nel Ragusano. A raccontarlo sono stati gli stessi braccianti che hanno detto di aver le possibilità di comprare a stento da mangiare un vestito. In tanti riferiscono che il caldo insopportabile delle serre provoca loro un costante mal di testa ed un perenne stato di confusione, di cui non si lamentano per la continua minaccia di licenziamento. Fino all blitz della polizia.

Si è conclusa questa mattina Freedom, la prima di una serie di operazioni ad alto impatto  contro il caporalato, che ha visto impegnate le Squadre Mobili di Caserta, Foggia, Latina, Potenza, Ragusa e Reggio Calabria, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione centrale Anticrimine.Nel corso dei servizi di controllo, rilevamento e contrasto  che hanno coinvolto anche altre amministrazioni ed altri uffici della Polizia di Stato, sono state identificate 235 persone (tra datori di lavoro e dipendenti) e controllate 26 aziende.

Obiettivo: il contrasto dello sfruttamento di migranti irregolari costretti per pochi euro a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane, senza alcun giorno di riposo o altro diritto garantito. Un fenomeno criminale diffuso soprattutto in Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia e tipico prevalentemente del settore agricolo, anche se con il tempo si è diffuso a quelli dell’edilizia, manifatturiero, della ristorazione e del turismo.

Scoperte assunzioni “in nero”, con la completa inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, che realizzano vere e proprie forme di riduzione in schiavitù perpetrate da cosiddetti “caporali”, autori dell’attività illecita d’intermediazione tra domanda e offerta.

In provincia di Foggia, con l’ausilio dell’Ispettorato del Lavoro è stato anche notificato un provvedimento di sospensione dell’attività agricola per inosservanza delle normative sul lavoro. In provincia di Reggio Calabria sono state eseguite 46 perquisizioni finalizzate ad accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi e strumenti di effrazione ed elevate 4 sanzioni amministrative per irregolarità nei trattamenti retributivi, previdenziali e fiscali. Ancora, in provincia di Ragusa, sono state arrestate 3 persone e altre 11 sono state indagate in stato di libertà per reati inerenti lo sfruttamento della manodopera clandestina ed extracomunitaria.