Se il sottosegretario (filocinese) Geraci spende il triplo (alberghi, aerei e viaggi) del ministro Di Maio

di pasquale napolitano

E’ fin troppo chiaro che a Michele Geraci la poltrona di sottosegretario allo Sviluppo economico vada stretta. Per un prof essere il numero due di un ministro (Luigi di Maio) che ha mollato l’Università dopo appena 6 esami non è il massimo.

E dunque, Geraci si muove. Si dà da fare, cerca di non essere oscurato dal leader grillino.

Si comporta quasi da super ministro. A giudicare non solo dall’attivismo, messo in campo in occasione della trattativa con la Cina (il vero regista dell’intesa sul memorandum è Geraci) per la firma del patto sulla Via della Seta, ma anche dalle spese per le missioni istituzionali: il sottosegretario Geraci, che è stato per alcuni giorni tra i papabili alla poltrona di Palazzo Chigi al posto di Giuseppe Conte nelle ore calde delle trattative, ha speso il triplo del ministro Di Maio in viaggi, alberghi e aerei.

Nonostante il vicepremier abbia viaggiato, per impegni istituzionali, di più, rispetto al sottosegretario.

Dal 2 giugno al 31 dicembre, in base ai dati disponibili sul sito istituzionale del ministero dello Sviluppo economico, il ministro Di Maio è stato in giro per il mondo in 25 occasioni in missione istituzionale. Geraci 20. Ma i conti non tornano: il sottosegretario (filocinese) Geraci ha speso per le missioni istituzionali i Austria, India, Cina e Usa, la somma di 39.467 mila euro: Di Maio appena 17 mila nello stesso periodo. Ma chi è il vero ministro?