Scoppia la guerra Salvini-Orlando. Il capo del Viminale al sindaco di Palermo: "Pensi alla carta d’identità elettronica"

E' guerra tra il ministro dell'Interno, Matteo Salvini e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Il capo del Viminale non sopporta l'opposizione di sostanza che conduce da qualche mese il primo cittadino palermitano.

Prima la polemica e la disubbidienza sull'applicazione della legge sulla sicurezza ora il ricorso sulla direttiva delle considdette zone rosse.

Bordate che il capo della Lega proprio non ha gradito anche perchè Orlando politicamente parlando non è proprio il primo venuto. E proprio a 24 ore dall'uscita di Orlando sulla direttiva del Viminale, ecco che Salvini spara palle incatenate mettendo nel mirino il primo cittadino.

"Il sindaco vuole porti aperti e l'anagrafe per gli immigrati, ma Palermo è l'unico capoluogo di Provincia e di Regione a non avere ancora la carta di identità elettronica. Eppure Orlando è ossessionato dai clandestini e dal sottoscritto. Evidentemente è distratto” dice Matteo Salvini.

Pronta la replica di Orlando che restituisce pan per focaccia: “Se il ministro Salvini stesse meno su Facebook e di più al ministero saprebbe per quali motivi, risalenti al 2001 e 2011, quando io non ero sindaco e lui non era ministro, il Comune di Palermo non ha ancora potuto attivare il rilascio della carta di identità elettronica".

"Ma da un ministro dell’interno che pensa di potersi sostituire con provvedimenti sovversivi alle forze armate o ai sindaci, non mi aspetto che sappia cosa sia la A.n.p.r. (anagrafe nazionale della popolazione residente, ndr). Così come è avvenuto sulla vicenda dei beni confiscati mai assegnati al Comune di Palermo, ancora una volta Salvini ha perso l’occasione per evitare di dimostrare di non avere idea di cosa avviene negli uffici del ministero dell’Interno" - conclude il sindaco.

di Pier Paolo Milanese