Scoperchiato dai magistrati il sacco edilizio di Volla: Sott'inchiesta imprenditori, costruttori, tecnici e dipendenti pubblici

E' un'industria h24, un opificio a ciclo continuo, una straordinaria e oleata catena di montaggio: lottizzazioni, progetti, cantieri, impalcature, ponteggi, maestranze, professionisti e colletti bianchi, cemento e ancora cemento. Volla, è un caso nazionale.

Lo spaccato dell'affarismo e della convergenza d'interessi tra imprenditoria, costruttori, politica, amministrazione pubblica e note entità. Un mix maleodorante, un mostro a tante teste, dove tutti appassionatamente vanno a braccetto.

Il sacco edilizio di Volla ricorda per meccanismi, rapacità e coacervi d'interessi trasversali quello di Palermo del sindaco Vito Ciancimino e dei padrini della politica del pentapartito e della mafia. Anche nel piccolo comune a pochi chilometri da Napoli ci sono i 4/5 cavalieri del mattone selvaggio.

Comitati d’affari dove politica, amministrazione, costruttori, imprenditori e speculatori vivono in amorosi sensi e fanno il bello e il cattivo tempo.

Una Disneyland che negli anni ha usufruito di collusioni, connivenze, convenienze e silenzi. Volla, piccola cittadina cuscinetto stretta tra Napoli e la cinta vesuviana, si è ritrovata sommersa da complessi edilizi, ville a schiera, palazzi, appartamenti.

Fiumi di denaro investiti, un giro di milioni e milioni di euro sborsati sull'unghia. Per la verità troppi soldi, tanti soldi e una sola ossessiva domanda : “Chi si nasconde dietro il sacco edilizio di Volla?”.

Un interrogativo drammatico che coinvolge in pieno la politica, la burocrazia, le amministrazioni. Si, perchè per realizzare i tanti progetti, opere e speculazioni – insomma, prima di muovere il denaro – occorreva avere trasversalmente certezze che nessuno si sarebbe messo tra gli ingranaggi delle ruote dentate della macchina affaristica.

Il blitz di stamane ordinato dal Gip del tribunale di Nola a seguito dell'indagine dei magistrati della Procura mostra le sembianze di un 'sistema'.

I sigilli sono scattati per oltre 250 appartamenti costruiti con autorizzazioni sartoriali, permessi sagomati su misura driblando norme, regolamenti, leggi e procedure.

Gli investigatori hanno riscontrato come numerose pratiche edilizie non risultavano conformi alla normativa urbanistica, in quanto a fronte di permessi di costruire regolarmente rilasciati per realizzare complessi immobiliari a destinazione non residenziale (centri medici, parcheggi, servizi scolastici), come prescritto dalla normativa perché immobili ricadenti in zona “F” con successiva SCIA in sanatoria si é proceduto al cambio di destinazione d’uso di detti immobili ad uso abitativo/ residenziale.

Pratiche che questo giornale Il24.it da un paio di anni denuncia con puntuali, dettagliati e documentati articoli. Un grido nel deserto, un lavoro meticoloso che comincia a dare i suoi frutti nonostante pressioni di ogni genere.

C'è un'altra domanda ricorrente: Come è stato possibile tutto questo scempio? L'Ufficio Tecnico comunale - settore IV – non si è mai accorto di nulla? In questi anni di barbarie esperti azzeccagarbugli hanno fatto il bello e il cattivo tempo adoperandosi con abilità normative, regolamenti, leggi regionali, commi, codicilli e sentenze del Tar per soddisfare forse le pressanti richieste dei 'signorotti del mattone selvaggio'.

Un ufficio blindato dove l'accesso è stato sempre e solo off limits. Stanze segrete e doppi fondi. Ciò che è sempre contato è stato : 'Al chi appartieni?', 'Chi sei?', 'Chi ti manda?', 'Chi rappresenti?'.

La parola 'trasparenza' in quegli uffici è stata una parola come tante, se ne trovano molte nel vocabolario. Con l'arrivo l'anno scorso del nuovo dirigente l'architetto Carmela Granata, responsabile del IV Settore, la musica è cambiata e di parecchio.

Sono fioccati provvedimenti di sospensione di autorizzazioni, controlli e sequestri con invio della documentazione alla magistratura.

I sequestri da parte dei carabinieri dei complessi immobiliari di Via Traversa Privata di Vittorio, Via Leopardi, Via Rossi, Via Dante Alighieri, Via Fraustino, Via Sambuco e Piazza Vanvitelli sono solo i primi.

L'inchiesta della Procura di Nola si annuncia clamorosa oltre alle zone F, sotto la lente sono finite anche le aree agricole cementificate la notte per il giorno.

In molti casi gli ultimi contadini e proprietari terrieri sono stati indotti a vendere a prezzi stracciati ai soliti noti. Da qui le lottizzazioni con il basso profilo. Prima la comparsa di capannoni o strutture per il deposito che ben presto si trasformano in cantieri per mega speculazioni edilizie: ancora una volta palazzi, ville a schiera, abitazioni.

Un altro capitolo sono i flussi economici. Il sequestro dei 250 appartamenti ha un valore di mercato di oltre 60 milioni di euro.

Un business a tanti zeri senza l'ingerenza della camorra? E' possibile? E' credibile? E nessuna ditta, investitore e acquirente orbita dalle parti dei clan?

Anche su questo tema lavorano i magistrati della Procura di Nola in stretta collaborazione con i colleghi della Dda di Napoli.

di Arnaldo Capezzuto

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