Scontri Ultrà, parla il portavoce dei funzionari di Polizia Lacquaniti: "Il tifo non c'entra. E' una caccia al poliziotto"

Scontri Ultrà, parla il portavoce dei funzionari di Polizia Lacquaniti: "Il tifo non c'entra. E' una caccia al poliziotto"

di Pietro Di Marco

"Gli scontri allo stadio rappresentato un problema criminale, non ha nulla a che fare con un fenomeno sociale".

A parlare è il dottor Guglielmo Lacquaniti, portavoce dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

Ad essersi acuito, in questi tempi in Italia, è il dibattito sulla violenza all'esterno degli stadi. Ciò che accade fuori, nei post partita. Una polemica scoppiata dopo il presunto omicidio di un tifoso interista al termine della partita Inter Napoli del 26 dicembre scorso. Durante i tafferugli, sembra che un van abbia investito, forse di proposito Daniele Belardinelli.

Dottore secondo lei si tratta davvero di scontri tra tifoserie? 

Dietro la fede calcistica si nascondono fenomeni di natura oltre che criminale, economica.  Vogliono fare estorsioni alla società, gestire i biglietti. Il fatto che molti incidenti avvengono fuori dagli stadi non deve far dimenticare che sono delle metastasi di tumori che si creano all'interno delle curve. Una soluzione non c'è.

E il modello inglese? Può essere un esempio?

Spesso parliamo di modello inglese, ma in Europa non sono scomparsi. Io mi ricordi, a proposito di Lazio, delle violenze che i tifosi dell'Eintracht ingaggiarono contro quelli romani. Non è che solo in Italia c'è questo problema, anche in Europa.

E allora cosa bisogna fare?

Quello che bisogna fare, in Italia, è evitare di alimentare questo tipo di fenomeni. Non devono ricattare le società. Evitare di metterli in queste situazioni. Il problema è a monte, secondo quanto emerso dalle indagini di polizia giudiziaria.

Bisogna togliere alle frange ultrà di ricattare le società.

Se uno affronta il problema delle tifoserie violente come un problema sociale allora non si va da nessuna parte, se però lo affrontiamo in maniera criminale allora una soluzione si trova.

E rafforzare i steward? Secondo lei può essere una soluzione? 

I steward funzionano perché fanno bene quello che fanno. Se si potenziano diventano poliziotti di serie B e certe derive possono essere pericolose. Rischiare le due cose può essere per noi agenti molto rischioso.

Senta dottore che ne pensa dell'idea di inserire delle celle negli stadi per i tifosi violenti 

Questo paese ha bisogno della certezza della pena e investire su strutture carcerarie. Giusto mettere in cella chi sbaglia è giusto. Solo che la domanda che uno si pone è: "Per quanto tempo va tenuta in carcere questa gente. Per certe persone vanno applicate misure cautelari in carcere.  E' un problema delicato che va affrontato con calma e sicuramente non su due piedi.

Martedì 8 gennaio un altro episodio di violenza si è manifestato a Roma, dove i tifosi della Lazio hanno festeggiato il compleanno della propria squadra assalendo i poliziotti. 

“Ripeto, i fatti di questa notte a Roma sono la dimostrazione evidente che la violenza degli ultras non è semplicemente legata alla rivalità tra tifoserie o incontri a rischio ma si tratta di condotte criminali che cercano di condizionare lo Stato e le istituzioni dello sport.”

“Ieri i tifosi della Lazio stavano celebrando l’anniversario della fondazione della loro squadra, non avevano sul posto rivali da fronteggiare e (teoricamente) avrebbero dovuto solo dare sfogo alla loro fede calcistica”.

E invece? 

“In assenza di qualunque provocazione e senza alcun motivo hanno deciso di attaccare lo Stato, che in quel momento indossava le uniforme dei poliziotti in servizio per sferrare un attacco tanto proditorio quanto violento. Per questo riteniamo ribadire che il fenomeno della violenza nell’ambito di un certo tipo di tifo organizzato non rappresenta un problema sociologico bensì una espressione di natura criminale al pari di altre organizzazioni per delinquere che, attraverso la violenza, cercano di estorcere vantaggi di natura economica. Ad un tale fenomeno va quindi data una risposta di assoluta fermezza evitando di trattare con chi non è diverso da mafiosi, rapinatori o spacciatori. Con i delinquenti lo Stato non può e non deve scendere a nessun tipo di compromessi".