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SCANDALO SANITA'. Chiude l'unico centro per l'autismo della Campania, appello alle istituzioni

Sarà costretto a chiudere l'unico centro per l'autismo della Campania. Proprio così. Lo scandalo c'è e si vede. La dirigente della struttura, ormai esasperata, ha preso carta e penna ed ha inviato una missiva al direttore sanitario e al direttore del dipartimento di salute mentale con oggetto : Chiusura della sede del Centro Unico Aziendale per la salute mentale in età evolutiva (CUASMEE) e del Social Club per minori autistici di via Moghen al Vomero.

La nota è della responsabile del servizio Luisa Russo che denuncia come la cronica mancanza di personale da impegnare per lo svolgimento delle attività in favore dei minori autistici e per le difficoltà ad operare per gestire e organizzare le attività dei Nuclei Operativi di Neuropsichiatria infantile (NONPI) non è più possibile. Diventa in pratica difficile garantire il mantenimento e l'espletamento dei servizi.

Tradotto in parole povere : la sede a partire dal giorno 8 ottobre resterà chiusa fino alla risoluzione dei problemi.Solo le attività del (CUASMEE) saranno temporaneamente svolte presso i locali di vai San Gennaro ad Antignano, 42 mentre saranno sospese, invece, le attività progettuali dedicate ai minori autistici.

Una resa che la neuropsichiatra infantile Luisa Russo, responsabile del Centro Unico Aziendale per la Salute mentale in età evolutiva dell'Asl Napoli 1 Centro e referente aziendale per 'autismo, voleva scongiurare.

Nonostante una battaglia che dura da anni e diverse sollecitazioni, la dirigente ha dovuto alzare bandiera bianca. Da circa sei anni, con i ragazzi autisti e i loro familiari, la struttura ha portando avanti un progetto denominato Pass (progetto di adozione scolastica e sociale).

Un approccio nuovo e rivoluzionario finalizzato principalmente a rompere il muro dell'isolamento e 'socializzare' la diversità. In quest'ottica sono state coinvolte le scuole, il territorio di appartenenza dei minori anche con problemi autistici.

La struttura, insomma, è l'unica istituzione pubblica in Campania che sperimenta questo tipo di programma innovativo e rivolto non solo ai soggetti autistici ma a tutta una comunità.

Per portare al termine e non rendere vano lo sforzo, c'era grande speranza sull'utilizzo dei Fondi Speciali del Progetto 134 del 28 ottobre 2016, risorse destinate e approvate per le annualità 2017/18/19.

E' da un anno però che si attende il bando per l'assunzione di personale specializzato e l'avvio delle linee del progetto. Tempo che trascorre inesorabile e aggrava la situazione. In più c'è da considerare anche la revisione dei rapporti con il privato convenzionato messi in campo dalla Regione e che maggiormente hanno reso più difficile e complesso il tutto. 

Solo l'intervento del governatore Vincenzo De Luca e della struttura regionale potrebbe garantire e dare inizio a una nuova fase di cambiamento in tema di interventi rivolti ai bambini e ai ragazzi 'speciali' che di speciale non vorrebbero essere ma più autonomi e liberi.  

di Arnaldo Capezzuto