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Scandalo Sacchetti al supermercato: Da ottobre i prezzi schizzano alle stelle. Ecco quanto costeranno

Scandalo Sacchetti al supermercato: Da ottobre i prezzi schizzano alle stelle. Ecco quanto costeranno

L’arrivo dei sacchetti biodegradabili a pagamento nei supermercati di tutta Italia ha rappresentato una delle novità più controverse di inizio 2018. Oltre alle polemiche sulla classe politica, l’ira dei cittadini si scagliò contro il nuovo balzello imposto sui sacchetti presenti nel reparto ortofrutta degli esercizi commerciali. Se, all’inizio, si considerava che la nuova “tassa” – secondo le prime stime – avrebbe avuto un impatto irrilevante per le famiglie italiane, il discorso è notevolmente cambiato in occasione a distanza di neanche un anno. In un recente approfondimento, il quotidiano La Stampa ha fotografato quella che è ad oggi la situazione in Italia dopo 9 mesi dall’introduzione dei sacchetti biodegradabili del supermercato a pagamento.

Prezzi dei sacchetti biodegradabili quintuplicati

All’inizio, la spesa media per un singolo sacchetto bio al reparto ortofrutta era di pochi centesimi (2 cent circa). Da gennaio ad oggi, il prezzo è quintuplicato. Dal costo di 2 centesimi, infatti, si è passati a 10 cent in media. Ci sono però esercizi commerciali che applicano sui sacchetti bio utilizzati per l’acquisto di frutta, verdura e ortaggi prezzi superiori anche ai 10 cent (nel caso del Conad, la busta arriva a costare fino a 15 cent l’una).

Spesa sacchetti bio supermercato quanto il canone Rai

Il valore quintuplicato dei sacchetti biodegradabili al reparto ortofrutta ha di fatto portato alle stelle di fatto anche la spesa complessiva annuale. Se prima, infatti, venivano calcolati 12 euro all’anno per famiglia, oggi la situazione è ben diversa. Dalle nuove stime si è calcolato che una famiglia italiana – nell’arco dei dodici mesi – possa arrivare a spendere fino a 90 euro esclusivamente per la “tassa” sui sacchetti biodegradabili con cui è obbligatorio effettuare l’acquisto dei prodotti presenti all’interno del reparto ortofrutta di qualsiasi supermercato ed esercizio commerciale presenti oggi in Italia. A rimetterci, come spesso accade, sono di nuovo i cittadini.