Scandalo corruzione, ora il M5S teme il contagio e corre ai ripari

L'infezione potrebbe diffondersi a tutti i livelli. Dall'amministrazione comunale a quella regionale e invadere il vertice del Movimento 5 Stelle.

E' una brutta storia, il giro di tangenti e corruzione sviluppatosi e cresciuto attorno al progetto della costruzione del nuovo stadio di Roma.

Il momento è difficile forse costituisce il passaggio più delicato per la stessa sopravvivenza dei Pentastellati.

Il presidente del Consiglio comunale capitolino, Marcello De Vito, non è uno qualsiasi. E' stato candidato sindaco nel 2013, quando a vincere le elezioni fu il Pd con Ignazio Marino.

Poi, nella tornata successiva, solo per la circolazione di un dossier ha dovuto cedere il passo a Virginia Raggi ma nonostante le polemiche è risultato mister preferenze del Campidoglio con 6.451 voti. Adesso l’arresto per corruzione.

Ritenuto un ortodosso della prima ora, legatissimo all’ex deputata e ora capogruppo regionale Roberta Lombardi. Insomma, De Vito non è uno qualsiasi.

Lo scandalo con il trascorrere delle ore diventa sempre più grave e potrebbe avere risvolti clamorosi come lo è stato quando sul registro degli indagati è comparso anche il nome dell'assessore della Giunta Raggi, Daniele Frongia, indagato per corruzione sempre nell'inchiesta sullo Stadio per la Roma per aver consigliato l'ingaggio (mai formalizzato) di una sua conoscente al costruttore e corruttore Luca Parnasi.

I vertici grillini tremano. Sono ore concitate e delicate. C'è apprensione per l'allargarsi dello scandalo. Fatti gravissimi che mettono a repentaglio l'immagine del Movimento 5 Stelle e la credibilità stessa della capacità di stare nelle istituzioni.

E' stato lo stesso Davide Casaleggio molto preoccupato a inviare propri fiduciari per capire cosa sta accadendo in Campidoglio. La tensione si taglia a fette e c'è chi comincia a ipotizzare il ritiro del simbolo del Movimento 5 Stelle dall'amministrazione della capitale.

Certo rappresenterebbe una gravissima sconfitta per Virginia Raggi ma anche un modo energico di circoscrivere l'infezione, i 5 Stelle rischiano di giungere all'appuntamento delle elezioni europee del 26 maggio indeboliti con il fiato politico corto.

Il cerchio magico nelle prossime ore potrebbe adottare provvedimenti choc volti a bonificare e bloccare il contagio.

Una clamorosa iniziativa, molto dolorosa anche per mostrare all'opinione pubblica e agli altri partiti come funzionano le regole interne: se qualche grillino sbaglia viene allontanato epunito con la massima severità.

Un segnale forte da dare anche ai parlamentari pentastellati sempre più delusi, disorientati e in difficoltà. A tal proposito lunedì sera è stata convocata un'assemblea con i portavoce eletti perriannodare i fili: al centro della discussione anche le nuove regole interne.

di Pier Paolo Milanese