San Gregorio Armeno, occorre il numero chiuso nella strade dei Presepi. Rischio sicurezza e terrorismo. Tanta folla ma affari sottozero

Di Arnaldo Capezzuto

Per ragioni di sicurezza a breve potrebbe scattare il numero chiuso per percorrere via San Gregorio Armeno, la caratteristica stradina dove vive l'arte dei presepi napoletani.

La decisione potrebbe essere adottata a breve e d'urgenza vista l'incredibile affluenza di partenopei e turisti nel corso del  ponte dell'Immacolata.

Il Natale incombe e la minuscola striscia d'asfalto dove vengono fabbricati i pastori e le statuine è presa letteralmente d'assalto da migliaia di persone.

Se si dovesse soccorrere una persona non c'è lo spazio minimo per poter far procedere a piedi il personale del '118'  figuriamoci con un'ambulanza.

Folla che esonda e rende impraticabile anche le strade d'accesso circostanti, situazione inconciliabile con l'allarme terrorismo e tutte le attività di prevenzione e contrasto messe in campo dagli apparati di sicurezza.

In generale ne sanno qualcosa i residenti che vivono in ostaggio. Non possono uscire di casa neppure per fare la spesa. Una situazione che ha fatto scattare la richiesta di una sorta di numero chiuso.

L'associazione Corpo di Napoli cui fanno capo i 'pastorai' della strada ha chiesto ufficilamente al sindaco Luigi De Magistris di fare qualcosa e instaurare il numero chiuso. Vigili a un’imboccatura della via, vigili all’altra, e quando si raggiunge la saturazione, fissata a quota cinquemila persone, stop agli ingressi e tanti saluti al bue e all’asinello.

L'ultima parola spetta al primo cittadino che dovrà ad horas emanare un'ordinanza specifica almeno per mettere un freno . Sotto traccia però c'è anche la protesta dei titolari delle botteghe antiche di Napoli perchè all'afflusso record di visitatori non corrispondono ageguati gauadagni.

Molti selfie, foto ricordo e acquisti di insignificanti gadget ma i pezzi pregiati restano in vetrina.La passeggiata di San Gregorio Armneo è un tratto tradizionale che crea il clima natalizio però gli affari sono sotto zero.

Insomma i titolari tra gli esercizi commerciali e artigianali c'è insoddisfazione e frustrazione vorrebbero che turisti oltre a guardare, mettessero mano al portafoglio.

Si, perchè nessuno lo dice ma l'economia della magia dei presepi e delle antiche botteghe artigianali si regge principalmente sui 20 giorni che precedono il Natale, gli incassi del mese di dicembre rappresentano, da soli, il 75% di tutto l'anno.

Aziende più che altro a conduzione familiare che boccheggiano e devono fare i conti con la concorrenza cinese. Non è un mistero : fotografando, fotografando è nato il 'pezzotto' d'oriente dell'arte presepiale partenopea.