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San Giovanni, Barra e Ponticelli torna il triangolo della morte. Scalpitano clan e gruppi emergenti: Stese, agguati e regolamenti di conti

di Arnaldo Capezzuto

 

C'è una guerra. Sono fiammate improvvise. Azioni fulminee. Raffiche sparate contro abitazioni, finestre e balconi. Poi agguati, omicidi e ferimenti. E' un assedio.

Bruciano i quartieri della periferia Est di Napoli. Torna il triangolo della morte a San Giovanni, Barra e Ponticelli. L'attenzione degli investigatori è massima.

Preoccupano le tensioni criminali e lo scontro tra pezzi di clan, gruppi emergenti e solisti. Un conflitto che potrebbe fare un salto di qualità nello scontro armato.

Spia dei crescenti venti di guerra sono le 'stese' quotidiane consumate in particolare modo a San Giovanni a Teduccio.

E lungo il corso che conduce a Portici, regna il terrore. Dopo le ore 19 come confermano molti titolari di attività commerciali, scatta un vero e proprio coprifuoco. C'è chi evita di stazionare in casa propria accanto a finestre e balconi.

Non è improbabile che una pallottola esplosa nel corso di una scorribanda possa conficcarsi in un infisso oppure attraversare da una parte all'altra una stanza di un appartamento. L'ultimo raid - ieri notte - nel corso di una festa in via Villa Bisignano.

Il copione è sempre lo stesso: sbucano un paio di scooter: il primo fa la copertura, il secondo è operativo. Il passeggero impugna la pistola con il colpo in canna. Pochi istanti: due, tre, quattro, cinque botte esplose in rapida successione.

Confusione, caos, fuggi fuggi e tanta paura. La strategia è sempre la stessa: marcare il territorio, assoggettandolo e imponendo la logica del terrore.

E la 'Striscia di Gaza' del 'triangolo della morte' nella periferia Est di Napoli è da sempre: via delle Repubbliche marinare. Uno snodo di confine tra San Giovanni a Teduccio e Barra. E' una frontiera sempre più sfumata con clan e gruppi emergenti che si fronteggiano.

Avvertimenti, azioni di dissuasione armata, guerriglia preventiva. Siamo a ridosso di lunedì. Sono le 22 e 40. Dal buio spunta una squadriglia. Il rumore è sordo. E' una sventagliata di colpi. Usano automatiche e mitragliette. La raffica si consuma in pochi secondi. Verranno rinvenuti dalla scientifica una ventina di colpi.

Azione dimostrativa in risposta a uno sconfinamento avvenuto tra sabato e domenica in via Pazzigno. Anche qui ci vanno giù per il pesante. Una trentina di bossoli trovati in strada. E nel mirino, in queste settimane, sono finite anche corso Protopisani, via Sorrento e rione Villa.

Residenti allarmati e impauriti che dopo aver serrato porte e finestre spengono tutte le luci. Una difesa istintiva. Sembra la seconda guerra mondiale. Manca solo la sirena che avverte la popolazione dell'arrivo nei cieli dei bombardieri e i ricoveri.

La macchina del tempo pare aver ingranato la retromarcia. Sembra essere ripiombati negli anni Novanta quando a San Giovanni, Barra e Ponticelli infuriava una guerra di camorra con morti ammazzati in strada. Tornano oggi quelle scene di Far West metropolitano.

C'è clima di preoccupazione tra gli investigatori. La situazione viene definita magmatica. I blitz e gli arresti di questi mesi, non hanno affatto indebolito la potenza di fuoco e tanto meno disarticolato i clan storici sul territorio.

Gli esperti parlano di ramificazioni capillari, famiglie, parentele e un preoccupante imapsto culturale gomorroide delle nuove generazioni.

La periferia Orientale è in uno stato di abbandono. Le cosiddette agenzie educative hanno da tempo alzato bandiera bianca. Scuole, chiese e associazioni cercano di salvare il salvabile. La disoccupazione negli ex quartieri operai raggiunge livelli record. Nei paesi della Ue non vi è una situazione simile. E solo pochi giorni fa a San Giovanni a Teduccio sono scesi in strada studenti, genitori e insegnanti per dire 'no' alla camorra e alla violenza.  

Paradossalmente i quartieri della Periferia Nord di Napoli ovvero Miano, Secondigliano e Scampia sono dopo anni di guerre e faide in netta rinascita e con una significativa riduzione di fatti criminali.

C'è la sensazione percepita che a San Giovanni, Barra e Ponticelli le cose da un momento all'altro potrebbero precipitare e sfociare in tragico conflitto armato.

Insomma, l'omicidio di Emanuele Errico, 19 anni, noto alle forze dell'ordine e ai servizi sociali, trucidato in via Al Chiaro di Luna nel cuore del Conocal di Ponticelli,  secondo gli inquirenti vicino ad ambienti del clan D'Amico, è una prova concreta del clima di guerra che si vive.

Ogni lembo di territorio è sotto l'influenza di una famiglia, di una clan di un gruppo emergente anche sgarrare o peggio invadere una sfera di influenza altrui può decretare una condanna a morte senza appello.

Continua/1

 

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