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San Giorgio a Cremano, notte di paura per un consigliere: balordi tentano di incendiargli l'auto

Paura per il consigliere comunale di San Giorgio a Cremano Ciro Russo. La sera del 13 settembre scorso due sconosciuti in sella ad uno scooter hanno cercato di incendiargli l'auto. La coppia di malfattori ha cosparso la vettura, parcheggiata a pochi passi dalla sua abitazione, di benzina.

I due sono stati poi messi in fuga da figlio di Russo che ha notato, dal balcone dell'appartamento un movimento strano. L'ex presidente del Consiglio questa mattina, alle prime luci dell'alba ha sporto denuncia ai carabinieri.

Solidarietà da parte dell'onorevole di Forza Italia Paolo Russo

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Solidarietà a Ciro Russo, consigliere comunale di San Giorgio a Cremano, Ciro Russo che questa notte è rimasto vittima di un grave atto intimidatorio": così il deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, Paolo Russo.

"Sono certo che nemmeno questa volta, come accaduto già in passato, Ciro Russo lascerà che il vigliacco gesto possa deviare il corso della sua attività politica sempre ispirata dai valori della legalità e dell'impegno civico", ha proseguito il deputato.

"Il suo coraggio sia però sostenuto dalle istituzioni che hanno il dovere di non abbandonare chi non cede ai ricatti ed ai soprusi", conclude Russo preannunciando un'interrogazione parlamentare.

Rabbia per la vittima Ciro Russo del vile gesto. "Ringrazio l'onorevole Russo per le parole. E' ormai da tempo che lavoro con costanza e passione sul territorio. Ho presentato esposti alla Procura, ho mandato lettere al Prefetto e mi trovo spesso a depositare denunce ai carabinieri che ringrazio per il lavoro che fanno ogni giorno in questa città. Ho più volte espresso la mia perplessità e paura ai vertici e alla Prefettura stessa per il rischio microcriminalità a San Giorgio. Invito tutti gli enti competenti a vigilare di più e meglio. Episodi che hanno colpito me, fanno male alla mia famiglia, ai miei figli ma specialmente a questi cittadini che devono convivere ormai con ogni tipo di pericolo. Il colpo che mi è stato inferto mi fa capire che non sto lavorando invano. Pensano di farmi paura, ma io non mi fermo. Vado avanti, certo che la mia voce e quella dei colleghi che portano avanti la mia battaglia arrivino più in alto e chi di dovere capisca che non devono lasciarci soli".