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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Salvini, padrone dell'Italia, vince il braccio di ferro: L'Aquarius approda a Valencia

di Arnaldo Capezzuto

L'Italia ha un padrone, si chiama Matteo Salvini. Il ministro dell'Interno è l'asso pigliatutto. Seduto al tavolo, gioca la sua partita a poker  puntando tutta la posta e costringendo gli altri a mollare.

La Spagna di fronte al 'niet' di Malta, al 'no' dell'Italia ha dato semaforo verde e concesso l'approdo dell'Aquarius con 629 immigrati a bordo. E' stato il premier socialista spagnolo Pedro Sanchez ad aprire e annunciare: “Potrà attraccare a Valencia”.

Gonfia il petto Salvini, rinvigorito dal braccio di forza che lo vede vincitore assoluto.

In passato l'Italia non aveva mai osato tanto. E' una stretta dei bulloni, una prova di forza, un segnale inequivocabile non solo all'Europa.

Il vice premier leghista non è ancora soddisfatto e proprio stamane incurante della pioggia di critiche e polemiche aveva rincarato la dose: “L'Italia non darà il via libera all'attracco della nave di Sos Mediterranée”. Concetto espresso nell'ennesimo post compulsivo su Fb.

“Salvare le vite è un dovere, trasformare l'Italia in un enorme campo profughi no. L'Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C'E' CHI DICE NO. #chiudiamoiporti”.

In poche ore, il messaggio, incassa quasi 34 mila condivisioni e oltre 26mila commenti. Entusiasmo, contentezza e un brivido di onnipotenza.

Se qualcuno si fosse aspettato di vedere i ministri del cosiddetto 'Governo del cambiamento', chiusi a doppia mandata nei dicasteri, a studiare dossier, a svolgere riunioni tecniche per risolvere situazioni complesse, si sbaglia di grosso.

La propaganda auto narcisista, la bolla autoreferenziale con selfie, post e diretta incorporata e la gara a chi la spara più forte non ha mai fine.

Il leader del Carroccio punta in alto. Vuole attestarsi come il padrone della destra italiana e lanciare l'opa sulle destre europee.

Spodestare anche la sua amica Marine Le Pen che fa buon viso a cattivo gioco e in un tweet si complimenta con l'amico Salvini.

Il leader del Carroccio cresce nei sondaggi e la sua Lega vola facendo un balzo al 28 % e alle porte – maggio 2019 - c'è la partita delle elezioni europee.

Un exploit che dà forza al capo del Viminale, a tal punto da aver imposto -senza se e senza ma- al grillino Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, di sbarrare i porti e lasciare le navi umanitarie con i profughi in mezzo al mare.

Nessuno del Movimento 5 Stelle ha fiatato, prova evidente di come i pentastellati subiscano la forza leghista e non hanno alcuna spina dorsale.

Un contenitore politico esposto all'implosione che sembra aver già esaurito la sua forza propulsiva, tanto da apparire disunito e in balià delle mareggiate Salviniane.

Mascelle serrate, populismo a manetta e politica muscolare. Salvini peggio di Marco Minniti, l'ex ministro dell'Interno piddino, che Gino Strada di Emergency ha bollato - poco simpaticamente - come lo 'sbirro' non molto lontano dal razzista Salvini.

Dopo aver dato scacco matto e aver giocato d'azzardo, Salvini si toglie gli schiaffi di faccia e carica a mille i colpi.

"Voglio far terminare la tratta dei migranti - ruggisce in conferenza stampa da Pontida - combatto i finti profughi ministerialmente parlando".

"Lo Stato italiano eroga 35 euro al giorno a immigrato molto di più degli altri paesi europei - sottolinea - il proliferare di associazioni, coopertaive e ong è dovuto proprio a questo".

"Abbiamo monitorato che su 100 richiedenti asilo - denuncia - in media sono solo 6 quelli che hanno i requisti in regola". "Sono molto contento di avermi fatto carico di questo squarcio di giustizia - attacca - nonostante mi sono giunte tantissime minacce, vado avanti".

"Con il mio ministero, quello delle Infrastrutture e la Guardia Costiera - annuncia - stiamo esaminando tutti i regolamenti e la giurisprudenza per valutare la chiusura dei porti  per ragioni di sicurezza".

"Sono da nove giorni ministro dell'Interno e abbiamo avuto la forza di dire 'no' all'ennesimo sbarco - continua - ringrazio la Spagna, ci sono tanti paesi vicini al nostro e più sicuri che possono accogliere".

"Di fronte ad altre richieste di navi ong avremo lo stesso atteggiamento - sottolinea - E' il segno che qualcosa sta cambiando. E' la prima volta e lo dico da cittadino che l'Italia chiude i propri porti. Non c'erano problemi particolari a bordo di quella nave, non c'era una emergenza".

Resta la vergogna di quei migliaia di commenti ai post di Salvini, scagliati come sassi, immane violenza e parole che hanno dentro la durezza nera e squadrista di un'Italia che si riscopre exnofoba e autoritaria.