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Salvini aiuta il Movimento 5 Stelle a ricompattarsi con gli inceneritori. Un esponente della Lega: "Matteo è un politico di razza, c'è una strategia"

La sparata del ministro Matteo Salvini sugli inceneritori in Campania che ha trovato la risposta piccata prima del presidente della Camera, Roberto Fico e poi a seguire di molti esponenti di Governo fino al vicepremier Luigi Di Maio sembra concordata. Strane le coincidenze, strane le circostanze, strana la provocazione del capo del Carroccio.

Sembra come se la Lega avvesse paura di crescere troppo e indebolire il Movimento 5 Stelle e quindi lancia temi per ridestare i Pentastellati, ricompattarli e dargli indirettamente una ragione d'utilità, una missione. Questa la sensazione o meglio i cattivi pensieri di qualche vecchia volpe lumbard.

"Salvini è un politico di razza, uno che la politica gli scorre nelle vene - sussurra - non mi meraviglierei tanto se i polveroni alzati tra questi anche lo scudo fiscale non rientrassero in una precisa logica e strategia politica".

Sta di fatto che dopo l'approvazione del controverso per non dire scandaloso articolo 25 contenuto nel decreto Genova che consente a tre comuni di Ischia il condono edilizio, il Movimento 5 Stelle ha imbarcato acqua.

Fronda di 10 senatori, tensioni, guerre di posizione e meetup allo sbando più totale. Mentre sembrava che si fosse creato un effetto implosivo ecco che il capo del Viminale in visita a Napoli per presiedere il Comitato per l'ordine e la sicurezza spara a zero sulle istituzioni partenopee e campane e lancia la proposta della costruzione di un numero di inceneritori pari quante sono le provincie. Apriti cielo.

Il Movimento 5 Stelle rompe l'imbarazzante silenzio e nonostante i distinguo, le differenze e le correnti interne si ricompatta e all'unisono si scaglia contro Salvini. E in serata anche il gemello diverso, Luigi Di Maio è intervenuto.

"A me dispiace che Salvini abbia deciso di lanciarsi in questa polemica e di creare tensioni nel governo. Sono dispiaciuto di questa polemica sugli inceneritori - ha aggiunto di Maio - perché si fonda su un tema che non essendo nel contratto di governo non si pone. Abbiamo un ministro dell'ambiente che ha scoperto la Terra dei fuochi e conosce la Campania, quindi affidiamoci a lui. Lì ci vive la mia famiglia sono la persona più preoccupata".

Puntuale è giunta la risposta. "Gli inceneritori li dovrebbero scegliere i sindaci e la regione ma tutti dicono di no. Quindi li faremo. E 'senza ceppa'", ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante la registrazione del programma Nemo su Raidue negli studi di Cinecittà a Roma, parafrasando ironicamente l'espressione usata dal leader grillino.

"Ho passato ieri la giornata a Napoli ed erano tutti preoccupati per salute. Devi fare delle strutture; perché in Lombardia ci sono 13 impianti e in Campania uno? Il rapporto non può essere di tredici a uno", ha detto ancora Salvini. "Non c'è nel contratto? Vallo a spiegare ai bambini che respirano merda. Emergenza? Non lo dico io ma quando il capo dei vigili mi dice che c'è il rischio di tornare alla situazione di 10 anni fa devo fare qualcosa".

di Arnaldo Capezzuto