'Salonicco 1943', un libro indaga una delle pagine più tragiche del dramma dell’Olocausto

C'è una storia dimenticata. Lasciata nella polvere della memoria e rimossa dai più. C'era e c'è un'urgenza di narrarla, raccontarla e farla conoscere.

Il libro firmato da Nico Pirozzi, storico e giornalista, “Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani” ha una precisa missione: scandagliare una delle pagine più tragiche del dramma dell’Olocausto.

Il volume edito dalla casa editrice – Edizioni L’Ippogrifo – ripercorre la deportazione della comunità ebrea di Salonicco e ne ricostruisce il clima e le caratteristiche.

“Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani”

Il libro firmato da Nico Pirozzi, storico e giornalista, “Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani” ha una precisa missione: scandagliare una delle pagine più tragiche del dramma dell’Olocausto.Leggi https://bit.ly/2BFjAey

Pubblicato da Il24.it su Lunedì 18 febbraio 2019

Un saggio storico che utilizza gli strumenti del giornalismo d’inchiesta per spiegare, rileggere e indagare una storia finita nel cono d'ombra. Con l’occupazione della Grecia da parte di Mussolini, il nord del paese e Salonicco furono occupate dai tedeschi.

Durante il primo anno non venne presa alcuna misura antisemita e questo diede agli ebrei un illusorio senso di sicurezza. La persecuzione vera e propria iniziò l’8 luglio 1942, quando il comandante locale della Wehrmacht ordinò a tutti i maschi tra i 18 e i 45 anni di registrarsi, in vista del loro utilizzo nella costruzione di strade e piste di atterraggio.

La registrazione avvenne l’11 luglio: le 9000 persone radunate, però, furono oggetto di angherie e insulti. Le deportazioni cominciarono il 15 marzo 1943 e proseguirono fino al 7 agosto. Quasi cinquantamila persone finirono nei campi di concentramento di Birkenau, Treblinka, Auschwitz.

L’indagine di Nico Pirozzi ripercorre quei tragici momenti e tenta di delinearne il contesto mettendo a confronto testimonianze, documenti e il comportamento di alcuni protagonisti.

C'è il rabbino capo di Salonicco Zevi Koretz accusato di aver tradito la propria comunità aderendo agli ordini nazisti ma ci fu lo spazio anche per eroismi. Due consoli del regime fascista che si alternarono alla guida della sede diplomatica italiana, Guelfo Zambroni e Giuseppe Castruccio attuarono un vero e proprio programma di salvataggio di ebrei, italiani e non”.

Il libro “Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani” di Nico Pirozzi, fa un resocondo storico-giornalistico e illumina la storia con la laterna della conoscenza ma soprattutto è un monito al vento d'intolleranza che soffia non solo sul vecchuo continente.

Occore riannodare i fili della verità per continuare a porre interrogativi alle coscienze e vigilare affinchè non si finisca nel baratro dell’oscurità.

di Arnaldo Capezzuto