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Rivelò piano volo elicottero Renzi, il sottufficiale: "I piani, non sono segreti"

Non vi è alcuna norma che disciplina la materia della riservatezza sui piani di volo. Lo hanno affermato un ufficiale dei carabinieri e uno dell'aeronautica militare, chiamati a testimoniare oggi al processo, davanti al Tribunale militare di Napoli, a carico di un maresciallo dell'aeronautica.

Il sottufficiale è accusato di aver rivelato al Tg di La7 la notizia dell'atterraggio di emergenza al quale fu costretto, in un campo nei pressi di Arezzo il 2 marzo del 2015, l'elicottero che trasportava l'allora premier Matteo Renzi, il quale dovette poi raggiungere Roma in auto (Palazzo Chigi sostenne che l'atterraggio fu dovuto al maltempo).

La vicenda giudiziaria è stata resa nota da GrNet.it, il sito su Sicurezza e Difesa. La7 trasmise un servizio sull'atterraggio di emergenza, mandando in onda alcune immagini provenienti da un sistema in dotazione all'Aeronautica.

Secondo l'accusa, sarebbe stato il maresciallo dell'Aeronautica - che ha tuttavia sempre respinto gli addebiti - a divulgare la notizia e le immagini.

Rispondendo alle domande del legale dell'imputato, avvocato Giorgio Carta, oggi in aula i due testimoni hanno ammesso che non vi è alcuna legge o regolamento che disciplina la materia della segretezza sui piani di volo. Il processo riprenderà il 14 dicembre prossimo.