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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Rifiuti: Tari gonfiata in molti comuni, si prepara una pioggia di ricorsi

Molti comuni hanno moltiplicato illegittimamente la tassa sui rifiuti, la Tari. Hanno applicato più volte su un singolo immobile, applicandola anche su garage, soffitte e cantine, la quota variabile che caratterizza questo tributo. Risultato: il balzello è così stato complessivamente gonfiato, in alcuni casi fino a raddoppiare.

Il problema non è di poco conto, visto che riguarda molti comuni, alcuni anche grandissimi. Un primo check alle delibere l'ha fatto il Sole24Ore scoprendo che ad inciampare sono state anche grandi realtà: Milano e Genova, Napoli e Catanzaro, Cagliari e Ancona, Rimini e Siracusa, in modo trasversale da Nord a Sud e prescindendo dal colore politico che guida le amministrazioni.

Il merito di aver strappato a livello parlamentare il velo su questo 'errore', dando cosi' l'avvio ad una campagna di rimborsi che potrebbe valere anche molti milioni, va comunque al deputato M5s, il pugliese Giuseppe L'Abbate. Il suo commercialista gli aveva segnalato l'anomalia commessa nel comune dove risiede, Polignano a Mare.

Lui ha quindi chiesto chiarimenti con una interrogazione alla quale il ministero dell'Economia in Commissione Finanze ha dato una risposta, sicuramente tecnica, ma chiarissima nel senso e nelle conseguenze.

"La parte variabile della tariffa - ha spiegato il sottosegretario Pierpaolo Baretta - va computata solo una volta considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso comune".

I comuni interessati potrebbero essere moltissimi, vista l'incertezza normativa oramai dissolta. Per comprendere se si e' pagato di piu' bisognera' prendere i bollettini di pagamento inviati dai comuni che riportano anche i calcoli della tariffa applicata sulle singole unita' immobiliari e sulle pertinenze: quest'ultime non devono contenere la quota variabile. Se questa invece e' riportata si puo' richiedere il rimborso. C'e' tempo fino a 5 anni (quindi lo si puo' fare retroattivo) e il comune puo' compensare il dovuto sulle bollette future o dover restituire il maggior importo pagato in 180 giorni. "Meglio tardi che mai", commenta L'Abbate. "Pensare - aggiunge - che l'interrogazione l'avevo presentata nel 2016 e che la risposta e' arrivata un anno dopo. L'errore si sarebbe potuto correggere prima".