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Reddito di cittadinanza a rischio stop. Spunta l'incostituzionalità

E' un'ombra che comincia a sovrastare. Le attese per il via del reddito di cittadinanza potrebbero essere tradite dall'emergere dell'ipotesi che il provvedimento tanto caro al ministro Luigi Di Maio sia anticostituzionale.

Una parte delle norme che danno sostanza alla legge per l'erogazione delle 780 euro mensile da parte dello Stato conterrebbe degli elementi a rischio di incostituzionalità.

A suonare l’allarme, nelle ultime ore, sono i tecnici nel dossier sul decreto inviato a Camera e Senato. Come riporta il Sole 24 Ore, nel mirino dei tecnici c’è la norma relativa ai “soggiornanti di lungo periodo”: gli stranieri.

Il decreto - infatti - prevede che il reddito possa essere assegnato agli immigrati che vivono in Italia da almeno 10 anni, di cui 2 consecutivi.

Il problema, però, è che la Corte Costituzionale ha già bocciato requisiti “di molto superiori” ai 5 anni di residenza per le prestazioni sociali in favore degli stranieri.

Come spiega l’Associazione studi giuridici per l’immigrazione, che le prestazioni “destinate a far fronte al sostentamento della persona” (sentenza 187/10) non possono subire limitazioni di alcun genere, “né in base alla nazionalità, né in base al titolo di soggiorno, né pretendendo requisiti di lungo-residenza nel territorio sproporzionati”.

La Costituzione non consente, in estrema sintesi, che una prestazione sociale volta a contrastare la povertà assoluta preveda distinzioni di nazionalità.

di P.P.M.

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