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Rapina gioielleria, Salvini (Lega) parla come il candidato Di Marzio (Pd) : "La legittima difesa è sempre legittima"

di Arnaldo Capezzuto

"Nell'Italia che governerò, la legittima difesa è sempre legittima. Se se entri nella mia casa, nel mio negozio o nel mio garage sei tu che commetti un reato. Ogni volta che c'è un morto è una sconfitta ma il gioiellere di Napoli ha fatto quello che doveva fare, ha difeso se stesso".

Parla Matteo Salvini, leader della Lega del gioielliere che per difendersi da una rapina ha ucciso uno dei ladri. Fatti accaduti a Frattamaggiore, comune alle porte di Napoli.

Salvini va oltre e  nel corso di una intervista a  'Mattino 5' su Canale 5 ribadisce :"Bisogna cambiare la norma del codice penale che prevede l'eccesso di legittima difesa".

Però che Salvini faccia Salvini è giusto e sacrosanto ciò che sorprende, non tanto, è la posizione ambigua per non dire oscena del Pd.

Un giovanotto di belle e suggestive speranze tale Emilio Di Marzio, candidato alla Camera del Pd nel collegio Napoli Sud, commenta con un post a cadavere caldo sul suo profilo Facebook: "Uno in meno. Complimenti al gioielliere e al poliziotto fuori servizio che è intervenuto".

E il brillante candidato di belle e suggestive speranze mentre è intento davanti alla televisione a seguire il Festival di Sanremo e commentare con sarcasmo e pignoleriatutto ciò che accade all'Ariston  (si passa dal morto ucciso al brano di Ermal Meta  e Fabrizio Moro) si accorge del fuoco delle polemiche e torna rocambolescamente sui suoi passi.

Il brillante candidato di belle e suggestive speranze oltre a far scomparire il post incriminato cerca di mettere una toppa che diventa peggio del buco.

 E il tale Emilio Di Marzio, infatti, con una piroetta acrobatica con scappellamento a sinistra e mossa di karate a paraculo mette nel mirino critici e polemisti accusandoli di aver erroneamente interpretato le sue parole.

Nel nuovo post tra retorica, idiozie e politichese scrive : "Lo stato di diritto impone che la giustizia sia esercitata dall'amministrazione dello stato e che la sicurezza sia garantita dalle forze di polizia. Non sono per forme di pericolosa anarchia da far west. Tuttavia, nei casi di improvvisa ed efferata aggressione come ieri, tre persone armate e mascherate, il cittadino inerme ha diritto di tutelarsi, anche reagendo se necessario. E in uno scontro a fuoco, non in una tenzone poetica, tra il cittadino che si difende e il criminale che offende, so bene da che parte stare. Dalla parte del cittadino".

Verrebbe da dire trova le differenze, se le trovi, tra il leghisa Salvini e il piddino tale Di Marzio.

Intanto procura di Napoli Nord ha iscritto nel registro degli indagati il gioielliere, Luigi Corcione, che ha ucciso il rapinatore, passaggio obbligato, per il reato di eccesso di legittima difesa.

E sembra ormai ricostruita la precisa dinamica della rapina. L'irruzione nella gioielleria è avvenuta sabato sera alle 19. In strada due scooter con quattro rapinatori, tre dei quali fanno irruzione nell'esercizio commerciale. Alcuni indossano maschere di carnevale, altri hanno il volto coperto da cappellini e sciarpe. Tutti armati.

A terra resta il cadavere di Raffaele Ottaiano, 26 anni  di Caivano, noto alle forze dell'ordine, ucciso dal titolare della gioielleria. L'uomo risiede al piano di sopra dell'esercizio e dal trambusco, subito capisce. Interviene e armato della sua pistola detenuta regolarmente accorre.

Questa la  probabile dinamica dei fatti ricostruita dagli investigatori. I malviventi,  avvertiti dal palo, escono di corsa, senza prelevare nulla, per tentare una fuga disperata, ma si trovano di fronte il gioielliere Luigi Corcione.

C’è una sparatoria: Ottaiano esplode due colpi, il gioielliere spara una sola volta e centra la testa del 26enne che crolla sul marciapiedi in una pozza di sangue

I complici fuggono, in sella agli scooter ma di lì a poco Luigi Lauro, 26 anni, di Crispano, viene disarmato e bloccato grazie all'intervento di un poliziotto libero dal servizio. Gli altri due rapinatori, approfittando del caos, si allontanano a piedi, facendo perdere le tracce.

E in un colloquio con il Messaggero, Luigi Corcione, ha raccontato che stava controllando, in casa, i monitor collegati a un sistema di videocamere della gioielleria.

La commessa era impegnata con alcuni adolescenti che stavano scegliendo dei regali per San Valentino.

"All'improvviso è successo tutto", racconta. Sui monitor è apparso un uomo giovane a volto scoperto, che subito si è infilato la maschera di carnevale di Hulk e ha spianato la strada agli altri tre complici. La commessa ha cominciato a urlare. Da qui la decisione di scendere in strada.  Mi sono visto puntare una pistola contro. Non avevo mai sparato a nessuno".  Adesso, dice, "mi sento male. Non voglio parlare con nessuno" .

Intanto, la Procura di Napoli Nord ha formulato l'ipotesi di reato per Corcione che gli inquirenti contestano al gioielliere, si apprende,è di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa.

Fatti seri, drammatici, tragici che purtroppo diventano occasione per commenti e post su Facebook a favore di campagna elettorale.