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IL PIEDE DI PUTIN SULLA LIBIA

Un intervento russo per trasformare la Libia in una "nuova Siria"? Possibile, ma assai improbabile.

A lanciare l'ipotesi di una "campagna russa in Libia", è la testata britannica The Sun, secondo cui vertici dell'intelligence di sua maestà avrebbero rivelato a Theresa May le bellicose intenzioni di Vladimir Putin sul suolo libico.

La Russia, sostiene il Sun,  ha già installato due basi militari in Libia, controllate dai mercenari del contractor russo Wagner. Lo stesso che opera Siria al fianco dell'esercito di Bashar al-Assad.

Gli amici di Putin in Libia

Il piede di Putin, quindi, sarebbe già sullo scacchiere libico, in favore dell'alleato locale del Cremlino, Khalifa Haftar, leader dell'autoproclamato Esercito Nazionale Libico. Non a caso, infatti, i nuovi avamposti russi nel paese nord-africano si troverebbero a Tobruk e a Bengasi, i due centri nevralgici della Cirenaica dominata dal feldmaresciallo Haftar.

Armi e terrorismo

Il Sun fornisce anche dettagli sulla dotazione bellica messa in campo dalla Russia nella sua impresa libica: missili anti-nave Kalibr e sistemi missilistici anti-aerei S300 sarebbero già pronti ad entrare in azione. Un coinvolgimento diretto della Russia nel teatro libico avverrebbe sicuramente nella cornice della "lotta al terrorismo", stessa mission per la quale - almeno formalmente - Mosca è intervenuta in Siria nel 2015.

La (s)mentita russa

Immediata, ma controversa, arriva la smentita "ufficiosa" dei media russi. L'agenzia moscovita Sputnik, legata a doppio filo al cerchio magico di Putin, pubblica un articolo dal titolo emblematico.

"La Russia non sta trasformando la Libia nella 'Nuova Siria', ma non sarebbe male se ci avesse provato".

 

Il messaggio implicito sembra piuttosto chiaro: non è vero che la Russia ha messo piede in Libia, ma non ci sarebbe nulla di male.

L'articolo continua spiegando che: "Il britannico Sun ha pubblicato un rapporto scandaloso secondo cui la Russia sta cercando di trasformare la Libia in una "nuova Siria", ma obiettivamente parlando - e trascurando le affermazioni non verificate fatte nel pezzo - non sarebbe una brutta cosa se Mosca ci provasse".

Insomma, una smentita che non smentisce.

Perchè Putin conta in Libia

D'altronde, anche se assente sul campo, la Russia di Putin è già - di fatto- un attore imprescindibile del panorama libico. Mosca, finora, ha fornito il proprio supporto all'uomo forte della Cirenaica Haftar, spalleggiato anche dall'Egitto di al-Sisi (altro alleato di Putin), dagli Emirati Arabi e dalla Francia.

Tra l'altro, i primi a sapere quanto conta la Russia di Putin sullo scacchiere libico sono proprio i membri del governo gialloverde italiano. Non a caso, in questi giorni, i colonnelli dell'esecutivo italiano - da Conte a Moavero Milanesi fino a Salvini - si stanno recando in processione a Mosca per raggiungere un unico, capitale obiettivo: una presenza russa - magari dello zar Putin in persona - alla conferenza italiana sulla Libia in programma per novembre a Palermo. Una partita sulla quale l'Italia si gioca tutto contro la Francia di Macron.

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