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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Prodi: “Non è la politica a bloccare il centrosinistra ma veti personali"

“Quello che mi ha sorpreso è che non esistono vere divergenze sulla strategia e sulle politiche. A bloccare tutto sono i veti personali: tantissimi contro Matteo Renzi. Ma anche quelli di Renzi contro altri”. Lo afferma Romano Prodi, in un colloquio con il Corriere della Sera, nel quale descrive il suo ruolo attuale con ironia: “A volte mi sembra di essere un confessore”. Un riferimento ai tanti colloqui a quattr’occhi avuti in queste settimane con i vari esponenti di centrosinistra, di cui racconta solo un dettaglio: a Giuliano Pisapia ha suggerito di presentarsi sul palco romano del 1 luglio da solo “senza cognomi ingombranti intorno”. “Quando la gente mi incontra – racconta Prodi – le madri mi chiedono quale sarà il futuro dei loro figli e magari si fanno pure un selfie, non penso che in realtà vogliano il mio ritorno. Sono il primo a saperlo e a non volerlo. Piuttosto, ho l’impressione che riflettano la paura di una società senza più bussola, e la loro delusione per la politica di questi anni. È nostalgia per quello che ricordano come meno peggio”. Prodi ricorda quando da premier andò a trovare l’allora cancelliere Helmut Kohl a Bonn: “Alla fine Kohl mi disse: ‘La prossima volta chi mi verrà a salutare?’ Vedeva l’Italia sempre in bilico. Ecco, il fatto che non si sappia chi verrà dopo Paolo Gentiloni, che non si conoscano né il sistema elettorale né le alleanze, mi preoccupa molto”.