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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Il procuratore Roberti, lancia l'allarme: "Quattrocento segnalazioni su operazioni in bitcoin per riciclare soldi sporchi".

Nell'ultimo anno e mezzo alla Direzione nazionale antimafia sono arrivate "circa 400 segnalazioni sospette" di operazioni effettuate con la valuta digitale dei bitcoin (la moneta elettronica, ndr).

A denunciarlo è il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, che questo pomeriggio ha preso parte a l convegno 'Il contrasto al riciclaggio all'evasione fiscale internazionale e al finanziamento del terrorismo' organizzato dalla Banca d'Italia a Milano.

A evidenziare il dato, spiega Roberti, è stato un software elaborato dalla Dia. Un caso interessante segnalato da procuratore nazionale è quella di una serie di operazioni "geolocalizzate in un'area molto precisa, a alta densità mafiosa nella provincia di Napoli", eseguite da persone già note alla giustizia, per lo più senza un lavoro o un reddito fisso, che tuttavia "hanno investito quasi 8 milioni di euro in bitcoin in operazioni che coinvolgevano anche soggetti esteri".

"La nostra ipotesi investigativa - ha aggiunto - è che questi soldi vengano mandati all'estero" per poi essere 'ripuliti' e immessi nell'economia legale.

Roberti ha esposto i frutti di una indagine della Dna, elaborata grazie a un software della Direzione investigativa antimafia, in cui e' emersa la presenza di un caso di riciclaggio di denaro all'estero tramite moneta elettronica.

"Ci e' sembrato interessante - ha sottolineato - che in un'area della provincia di Napoli, ad alta densità mafiosa, siano stati movimentati e investiti all'estero, circa 8 milioni e mezzo di euro in bitcoin".