Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Il presidente Mattarella abbandona il 'silenzio operoso', costretto a impartire lezioni di diritto costituzionale ai nuovi e presunti leader

di Arnaldo Capezzuto

E' un'ipotesi mai tramontata. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna a ragionare su un possibile 'governo istituzionale'. I segnali che giungono da Lega e Movimento 5 Stelle - dopo il faccia a faccia di ieri pomeriggio al Colle - non fanno pensare a nulla di buono, anzi. Immaturità, superficialità, veti incrociati hanno messo di pessimo umore l'inquilino del Quirinale.

Chi è vicino al Capo dello Stato, riferisce di un presidente contrariato, preoccupato e al limite della pazienza. La fama silente e invisibile di Sergio Mattarella, il suo 'silenzio operoso', la riservatezza del servitore dello Stato, la rigidità del professore universitario cominciano a scricchiolare.

Occorre un cambio di registro per il complicarsi del quadro politico e di una crisi politico-istituzionale che tende ad avvitarsi pericolosamente su se stessa.

Una condizione che ha imposto allo stesso Mattarella una precipitosa virata. Preoccupa soprattutto l'imbarbarimento delle relazioni interne e tra le forze politiche. Quel mancato garbo istituzionale anche verso lo stesso Colle ha indispettito non poco il 'tranquillo' Mattarella.

Il Capo dello Stato ha deciso di ingranare la marcia e avviare una nuova fase. Non è casuale la commemorazione di Luigi Enaudi e il ricordare il governo del 1953 quando a fronte di una maggioranza bulgara della Dc con il 65 %, Enaudi decise un suo presidente del Consiglio ed esercitò veti sulle nomine dei ministri e successivamente rimandando anche leggi in Parlamento.

Ecco Mattarella non ha intenzione di imbracciare il piccone - alla maniera dell'ex presidente Francesco Cossiga - e picconare le istituzioni con esternazioni e appelli ma far rispettare la Costituzione e svolgere un'azione didattica nei confronti dei nuovi leader alquanto all'asciutto.

Il Capo dello Stato è sempre più convinto - come del resto ha dichiarato pubblicamente - di non ricoprire il ruolo di arbitro ma di applicare e far rispettare la Costituzione facendo valere le sue prerogative. Un avvertimento, un avviso ai naviganti. Inosmma, la fase dormiente è terminata.

Il Colle farà valere le riserve ad esempio nella presentazione della lista dei ministri oppure sulla politica economica -finanziaria. Il Quirinale è attento alle coperture e al rispetto dell'obbligo di pareggio.

Mattarella nell'esercizio dei suoi poteri interpreta il disorientamento del popolo italiano e tenta di risolvere una situazione che gli eletti, non sono capaci di affrontare gettando le istituzioni in un pericoloso stallo che si sta trasformando in una progressiva e pericolosa crisi.