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Premier per una notte. Tutti i nomi bruciati da Salvini e Di Maio

 

L’elenco è lunghissimo. Da Giancarlo Giorgetti a Giulio Sapelli: tutti premier per una notte. L’estenuante trattativa tra Lega e M5s ha illuso e mortificato tanti potenziali presidenti del Consiglio. Il professore Giulio Sapelli è stato l’unico a sfiorare, davvero, la poltrona di Palazzo Chigi: Sapelli parlava già da premier in pectore. L’accordo tra Di Maio e Salvini sembrava fatto ma poi è arrivato l’alt da Colle sul nome di Sapelli. Altro nome indicato, e poi bruciato, è stato quello di Giampiero Massoli: un profilo di altissimo livello. Massoli è un diplomatico italiano che ha lavorato sia con Agnelli che con Silvio Berlusconi. Restando nell’ambito tecnico, per la casella di premier sono circolati i nomi di Sabino Cassese, Giuseppe Conte, Guido Tabellini. Ma anche nel cerchio politico sono stati in tanti a sognare la poltrona a Palazzo Chigi: i leghisti Giancarlo Giorgetti, Roberto Maroni e Giulio Tremonti, i grillini Riccardo Fraccaro e Vincenzo Spadafora. Tutti nomi affossati nel giro di una notte. Ma difficilmente ci sarà qualcuno disposto ad accettare il ruolo di premier notaio: Di Maio e Salvini scelgono i ministri, stilano il programma, decidono i vertici delle aziende di Stato. E le prerogative del presidente del Consiglio? Il potere di sottoporre al Colle la rosa di ministri? Una norma della Costituzione che la coppia Salvini e Di Maio sta fingendo di non conoscere.