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Posillipo, un 'quartiere bene' come periferia abbandonata di Napoli. Sos dalle associazioni contro il degrado

Strade interrotte, muri e parapetti crollati, illuminazione insufficiente e risalente al dopo guerra, scarsa pulizia delle arterie stradali e sistematico abbandono dei rifiuti.

Non è una zona di  una periferia, la più remota e disabitata di un agglomerato urbano qualsiasi.

E' ciò che accade in uno dei quartieri più belli di Napoli, Posillipo e precisamente  il tratto di percorso compreso  da via del Marzano, via Villanova e via Porta Posillipo.

Si tratta di una delle diramazioni della via Antiniana - per colles, risalente all’epoca romana.

Una storia antica, non quanto la strada ma quanto basta per aver determinato l’ira dei residenti, riunitisi in un comitato (Marzanoevillanova), che ora a gran voce richiedono che la situazione ritorni alla normalità.

A gennaio del 2015 un muro di tufo crollò, impedendo il transito per la strada. Un episodio che si andava ad aggiungere a quanto già accaduto nel 1997, quando crollarono due muri nella stessa zona impedendo ad alcuni residenti di raggiungere le proprie abitazioni.

Una situazione paradossale che nel tempo, senza l’intervento del Comune di Napoli, da allora attento esclusivamente a risolvere un contenzioso giudiziario con il proprietario del fondo di cui crollò il muro, non vede soluzioni.

Nel frattempo che si concluda la diatriba giudiziaria, i residenti da anni lamentano difficoltà legate alla circolazione veicolare; è quasi impossibile effettuare inversioni di marcia a causa della stretta carreggiata, a meno che non si faccia manovra nei cortili privati, come si è verificato in occasione di interventi di ambulanze.

Dall’ultimo crollo è aumentato il dissesto in molti punti del percorso stradale e si è azzerata la manutenzione.

I muri in tufo, antichissimi, sono visibilmente provati dall’erosione naturale e necessitano di manutenzione straordinaria.

Una parte di via del Marzano, in cui rientra anche il tratto chiuso alla circolazione, è addirittura sprovvista di rete fognaria: non esiste un sistema efficiente di drenaggio delle acque e in alcuni punti le caditoie sono sepolte da terra e vegetazione, ulteriore fattore che incide sull’erosione dei muri e sulla probabilità di futuri crolli.

Da febbraio 2015 alcuni residenti hanno intensificato i contatti con la Prima Municipalità e con l’Assessorato alle infrastrutture, tentando di aprire un dialogo anche con il Sindaco, ma dopo quattro anni la strada è ancora in attesa degli interventi necessari a ripristinare una situazione normale e decorosa per una strada del centro storico cittadino.

Cittadini che non riescono più a sopportare le condizioni di degrado, di sporcizia e di pericolo in cui si trovano queste vie; da qui la determinazione a riunirsi in Associazione per meglio rappresentare i propri diritti.

A seguito di riunioni pubbliche e del nucleo provvisorio di lavoro che si sta costituendo, sono, infatti, già stati individuati alcuni obiettivi immediati ed urgenti: il ripristino della viabilità interrotta dal febbraio 2015; l’eliminazione dei pericoli incombenti su persone e cose (muri e parapetti crollati o pericolanti).

Senza dimenticare l’ordinaria e straordinaria pulizia della strada per l’eliminazione dei rifiuti, delle piante spontanee, dei fanghi e dei residui organici, ormai stratificati da anni; il controllo delle attività dell'Asia e degli altri enti.

 

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